Ethereum alle prese con deflussi dagli ETF, ritardi nell’aggiornamento e rischi legati ai tassi
Ethereum scambiava intorno ai 2.320 dollari dopo essere sceso a circa 2.285 dollari il 24 ottobre e aver recuperato fino a circa 2.360. ETH restava all’incirca il 12% al di sotto del livello di inizio ottobre, con 2.300 dollari come supporto di breve periodo e 2.400 come soglia chiave da superare. Un movimento sostenuto sopra i 2.400 potrebbe portare in primo piano la zona di resistenza tra 2.480 e 2.500 dollari, mentre una rottura sotto i 2.285 potrebbe esporre i livelli di 2.200 e, potenzialmente, 2.000 dollari in caso di una più ampia flessione del mercato.
I flussi degli ETF su Ethereum restano discontinui. Gli ETF spot su Ethereum statunitensi hanno registrato afflussi netti per 4,3 milioni di dollari il 23 ottobre, dopo deflussi per 110,6 milioni il giorno precedente. I prelievi nelle cinque sedute fino al 23 ottobre sono ammontati complessivamente a circa 220,7 milioni di dollari, mentre i deflussi netti nelle 21 sedute precedenti hanno raggiunto circa 1,13 miliardi. Il patrimonio degli ETF era vicino a 14,6 miliardi di dollari. Afflussi costanti potrebbero sostenere la domanda istituzionale di ETH, ma il protrarsi dei riscatti potrebbe aumentare la pressione.
Gli sviluppatori hanno rinviato l’attivazione prevista per il 26 ottobre dell’aggiornamento Glamsterdam sulla testnet Hoodi, per esaminare l’interazione tra EIP-8037 e gli smart contract esistenti. Non è stata fissata una nuova data. Il ritardo riguarda una tappa della testnet, non la rete principale di Ethereum, e non è stata annunciata una tempistica per la mainnet. Rimanda i test dei miglioramenti programmati per scalabilità ed efficienza; non è stato accertato alcun legame diretto tra il rinvio e il calo del prezzo di ETH.
La riunione della Federal Reserve del 27–28 ottobre è un altro catalizzatore di breve periodo. La maggior parte degli economisti intervistati da Reuters si aspettava tassi invariati al 3,75%–4,00%, ma l’inflazione mantiene incerto il quadro. Un segnale restrittivo potrebbe pesare su ETH, mentre una linea più accomodante potrebbe migliorare la propensione al rischio. Per orientarsi, i trader monitorano i flussi degli ETF, gli aggiornamenti sull’upgrade e le aspettative sui tassi d’interesse.
Bearish
I segnali complessivi a breve termine sono negativi per ETH: il token resta ben al di sotto del livello di inizio ottobre, nelle ultime settimane i deflussi dagli ETF spot sono stati consistenti e l’incertezza sul calendario dei test di Glamsterdam potrebbe frenare il sentiment riguardo ai prossimi miglioramenti della rete. La riunione della Fed aggiunge rischio macroeconomico, poiché un orientamento più restrittivo potrebbe ridurre la domanda di asset rischiosi. Questi fattori potrebbero mantenere prudenti i trader e rafforzare le vendite se ETH dovesse perdere il supporto vicino a 2.300 dollari o scendere sotto il recente minimo di 2.285 dollari. Tuttavia, il ritardo dell’aggiornamento riguarda solo una testnet e non è stato collegato direttamente al calo del prezzo. Un nuovo calendario dei test chiaro, la ripresa degli afflussi negli ETF o un messaggio più accomodante della Fed potrebbero migliorare il sentiment; un movimento sostenuto sopra i 2.400 dollari sarebbe un importante segnale di ripresa a breve termine. Nel lungo periodo, il ritardo della testnet da solo non modifica la rete Ethereum attiva, ma i persistenti rimborsi dagli ETF e i ritardi nei progressi dei miglioramenti pianificati potrebbero pesare sulla domanda finché la fiducia non tornerà.