Ethereum scende mentre Hayes vende in vista della riunione della Fed

Ethereum è sceso verso i 2.350–2.380 dollari dopo che, secondo quanto riferito, Arthur Hayes, cofondatore di BitMEX, ha venduto ETH e posizioni DeFi, aggiungendo pressione ai mercati delle criptovalute in vista della riunione della Federal Reserve del 27–28 ottobre. Bitcoin si è avvicinato agli 80.500 dollari; gli analisti hanno avvertito che una chiusura settimanale sotto gli 80.000 potrebbe segnalare ulteriori ribassi. Solana è scesa verso i 101 dollari, Cardano è calata a 0,21 dollari e XRP è sceso sotto 1,30 dollari. I trader osservano i dati sull’inflazione, le indicazioni della Fed sui tassi, i prezzi del petrolio e i flussi degli ETF per capire se la correzione si approfondirà o lascerà spazio a una fase di consolidamento. L’andamento dei prezzi di Ethereum e Bitcoin resta sensibile alla propensione al rischio e alla liquidità.
Bearish
Il tono immediato è ribassista: l’articolo riferisce vendite da parte di Arthur Hayes, cali di diverse importanti altcoin e Bitcoin che mette alla prova il supporto vicino agli 80.500 dollari. Una chiusura settimanale di Bitcoin sotto gli 80.000 dollari potrebbe favorire vendite dettate dal momentum e aumentare il rischio di liquidazioni, aggiungendo potenzialmente pressione su Ethereum e su altri token ad alta beta. In vista della riunione della Federal Reserve, l’incertezza su inflazione e tassi d’interesse potrebbe inoltre indurre i trader a ridurre la leva finanziaria e a detenere più liquidità. Il movimento non è necessariamente la prova di un’inversione duratura del mercato. Una vendita da parte di un investitore di alto profilo può intensificare il sentiment a breve termine senza determinare la direzione dei flussi di fondi più ampi, e l’articolo non fornisce dati sulle transazioni che consentano di verificare in modo indipendente l’entità delle vendite di Hayes. Periodi di avversione al rischio prima delle riunioni della Fed si sono talvolta invertiti quando le indicazioni di politica monetaria o i dati sull’inflazione si sono rivelati meno restrittivi del previsto. I trader potrebbero quindi monitorare il supporto di Bitcoin a 80.000 dollari, la fascia di prezzo di Ethereum, la leva e i tassi di finanziamento nei mercati dei derivati, i flussi degli ETF spot e i segnali della Fed sui tassi. Nel breve termine, i rischi di ribasso e volatilità sono elevati; nel più lungo termine, la direzione dipenderà maggiormente dalle condizioni macroeconomiche e da flussi di capitale sostenuti che dalle azioni riportate di un singolo investitore.