Ethereum è a rischio di vendite mentre un hacker detiene 490.000 ETH

Ethereum è sceso sotto i 2.200 dollari il 30 ottobre, mentre gli investigatori tracciavano quasi 490.361 ETH fino a portafogli collegati a una violazione della sicurezza di Binance da 6,3 miliardi di dollari. Bitquery ha dichiarato che gli aggressori hanno inizialmente prelevato da Binance circa 200.630 ETH e ne hanno acquisiti altri 290.000 circa scambiando asset rubati. Un portafoglio collegato a uno degli aggressori ha ricevuto circa 195.460 ETH, che all’epoca valevano circa 440 milioni di dollari. Al momento dell’analisi di Bitquery, i fondi non erano stati trasferiti su exchange centralizzati né su servizi di mixing: rappresentano quindi una potenziale pressione di vendita, ma non una pressione immediata confermata. Binance afferma che sono stati congelati asset per circa 3 miliardi di dollari e che i fondi dei clienti saranno coperti. Il prezzo di Ethereum ha toccato brevemente circa 2.188 dollari. I trader osservano l’area 2.170–2.200 dollari come supporto di breve termine; una rottura duratura potrebbe esporre i livelli di 2.150 e 2.100 dollari, mentre un recupero sopra 2.250–2.300 dollari potrebbe attenuare la pressione. Il rischio di vendite legato all’hack si aggiunge alle preoccupazioni per i trasferimenti delle whale, la liquidità degli exchange e i deflussi di ottobre dagli ETF spot statunitensi su Ethereum.
Bearish
Le notizie sono ribassiste per Ethereum nel breve periodo, perché l’ingente quantità di ETH collegata all’attaccante crea incertezza sull’offerta futura. Se i possessori trasferissero le monete sugli exchange o le vendessero attraverso altri canali, i trader potrebbero scontare questo rischio prima che venga confermata una vendita. La discesa di ETH sotto i 2.200 dollari e la fascia di supporto indicata, intorno a 2.170–2.200 dollari, aumentano la sensibilità al ribasso; una rottura potrebbe innescare vendite dovute agli stop loss e aprire la strada a livelli inferiori, vicino a 2.150 o 2.100 dollari. Il rischio non è una prova che sia imminente una svendita. Bitquery ha riferito che, al momento della sua rilevazione, i saldi più consistenti non erano stati trasferiti su exchange centralizzati né su mixer, e i trasferimenti on-chain sono osservabili. I team di compliance degli exchange e gli operatori di mercato possono quindi reagire ai movimenti prima che si trasformino in vendite consistenti. Binance ha inoltre dichiarato che erano stati congelati circa 3 miliardi di dollari e che i fondi dei clienti sarebbero stati coperti, il che potrebbe limitare un più ampio deterioramento della fiducia. Storicamente, le notizie di attacchi informatici e i grandi trasferimenti collegati agli exchange hanno spesso provocato episodi di volatilità di breve durata, perché i trader anticipano liquidazioni, anche quando gli asset vengono successivamente congelati o recuperati. Nel breve periodo, i segnali chiave sono l’andamento del prezzo di ETH, i movimenti dei wallet, gli afflussi sugli exchange e i flussi degli ETF. Un recupero sopra i 2.250–2.300 dollari suggerirebbe che i timori legati alle vendite si stanno attenuando; un calo prolungato potrebbe rafforzare la dinamica ribassista. Nel lungo periodo, l’impatto sul mercato dipenderà dal fatto che i fondi vengano recuperati, congelati o venduti e dalla credibilità delle rassicurazioni di Binance sulla liquidità e sui fondi dei clienti. L’incidente potrebbe inoltre accrescere il controllo sulla sicurezza e la custodia degli exchange, ma è meno probabile che tale effetto prevalga sulle immediate preoccupazioni legate all’offerta, a meno che l’ETH rubato non venga neutralizzato.