Ethereum rischia vendite mentre crollano le azioni coreane
Ethereum è esposto a rischi di vendita nel breve termine dopo che il KOSPI sudcoreano è sceso di oltre il 6% il 13 ottobre, provocando una sospensione temporanea delle negoziazioni programmate. Tom Lee, cofondatore di Fundstrat e presidente di BitMine, ha avvertito che le richieste di margine potrebbero costringere gli investitori azionari con leva a vendere asset come Ethereum per reperire liquidità, anche se non vi è alcuna conferma di vendite significative di ETH collegate alla Corea.
ETH era scambiato intorno a 2.520–2.530 dollari, in calo di oltre il 6% in sette giorni. Il 12 ottobre gli ETF statunitensi spot su Ethereum hanno registrato deflussi netti per 85,4 milioni di dollari, di cui 75,1 milioni dall’ETHA di BlackRock, dopo deflussi per circa 542 milioni la settimana precedente. I trader osservano il supporto intorno a 2.400–2.450 dollari e la resistenza vicino a 2.600; una rottura al ribasso del supporto potrebbe portare in primo piano quota 2.200.
BitMine ha dichiarato di aver acquistato 12.532 ETH nella settimana conclusasi l’11 ottobre, portando le proprie disponibilità a 6.028.946 ETH, pari a circa il 4,9% dell’offerta circolante stimata. Ha inoltre messo in staking 5,07 milioni di ETH. La società si avvicina all’obiettivo del 5%, quindi gli acquisti potrebbero rallentare. Per i trader di Ethereum, le tensioni sui mercati azionari e i prelievi dagli ETF sono fattori sfavorevoli nel breve termine, mentre le disponibilità e gli acquisti di BitMine rappresentano un contrappeso; il possibile effetto di contagio dai titoli coreani resta non confermato.
Bearish
Il bilancio dei rischi a breve termine per ETH è ribassista. Il forte calo del mercato azionario sudcoreano fa temere che le richieste di margine possano spingere gli investitori con leva a vendere asset liquidi, mentre i deflussi dagli ETF spot su Ethereum e la flessione settimanale di ETH superiore al 6% indicano una domanda debole e un sentiment fragile. Se ETH dovesse perdere la zona di supporto tra 2.400 e 2.450 dollari, i trader potrebbero guardare al livello inferiore di 2.200 dollari, con il rischio di un aumento della volatilità dovuto agli stop-loss e alla riduzione dell’esposizione al rischio. Tuttavia, il presunto canale di vendite dalla Corea verso il settore crypto non è confermato e va quindi considerato un rischio, non una pressione di vendita accertata. Le consistenti partecipazioni di BitMine, la sua attività di staking e il recente acquisto di 12.532 ETH rappresentano un contrappeso, ma l’approccio della società al suo obiettivo del 5% potrebbe tradursi in acquisti futuri più lenti. Nel lungo periodo, queste notizie da sole non dimostrano un cambiamento duraturo nei fondamentali di Ethereum; la direzione del prezzo dipenderà dal perdurare dei deflussi dagli ETF, dalla tenuta della domanda istituzionale e dalla stabilizzazione della propensione generale al rischio.