Lo staking di Ethereum raggiunge un record mentre i rendimenti calano

Lo staking di Ethereum ha raggiunto il record di 43,8 milioni di ETH alla fine del terzo trimestre del 2026, pari a circa il 35,9% dell’offerta, dopo afflussi netti di circa 1,99 milioni di ETH. I dati più recenti indicano che la domanda continua: circa 1,39 milioni di ETH erano in attesa di entrare nello staking, a fronte di circa 39.000 ETH nella coda di uscita. Bitwise ha indicato gli ETF di staking e le tesorerie aziendali come fonti principali degli afflussi; BitMine ha dichiarato di aver messo in staking oltre 5 milioni di ETH, circa l’84% della propria tesoreria. La crescita è stata accompagnata da rendimenti più bassi. Il rendimento lordo annualizzato dello staking di Ethereum è sceso dal 2,81% al 2,63%. Secondo quanto riportato, oltre il 96% delle ricompense dello staking deriva da ETH di nuova emissione, mentre i ricavi della rete sono scesi a 40,6 milioni di dollari nel terzo trimestre, dai 63 milioni del trimestre precedente. Gli sviluppatori hanno discusso possibili modifiche agli incentivi all’emissione, mentre la quota di ETH in staking si avvicina al 50%. Il numero di validatori nel rapporto di Bitwise è sceso da circa 1,1 milioni a 881.000, ma il calo è stato attribuito soprattutto alla funzionalità MaxEB dell’aggiornamento Pectra, che consente agli operatori di consolidare i validatori, e non a un ritiro di massa di ETH. I dati on-chain mostravano che alla fine di ottobre erano ancora in staking circa 43,8 milioni di ETH, insieme a saldi medi dei validatori più elevati. Per chi negozia ETH, i forti afflussi nello staking e una coda di uscita ridotta indicano una domanda sostenuta; al tempo stesso, rendimenti in calo, dipendenza dalle nuove emissioni e minori ricavi della rete sottopongono a un esame più attento la sostenibilità economica dello staking nel lungo periodo.
Neutral
L’impatto su ETH è contrastante. I livelli record di staking, afflussi netti trimestrali pari a quasi 2 milioni di ETH, una lunga coda di ingresso e una coda di uscita molto più ridotta indicano una domanda sostenuta e riducono il rischio a breve termine di vendite significative legate allo staking. La partecipazione istituzionale può inoltre sostenere la fiducia in ETH e nella sicurezza della sua rete. Questi fattori sono favorevoli, ma non garantiscono aumenti di prezzo, poiché lo staking può anche ridurre l’offerta liquida senza generare acquisti immediati sul mercato spot. D’altra parte, il rendimento annualizzato è diminuito, i ricavi della rete sono calati e le ricompense continuano a dipendere in larga misura dalla nuova emissione di ETH. Questi fattori potrebbero rendere lo staking meno attraente al margine e riaccendere il dibattito sull’emissione e sulla sostenibilità delle ricompense, pesando sul sentiment di lungo periodo se i rendimenti continuassero a comprimersi. Il calo del numero di validatori desta meno preoccupazione, perché riflette soprattutto il consolidamento reso possibile dalla funzione MaxEB di Pectra, anziché un’uscita generalizzata. Nel complesso, la domanda persistente è bilanciata da fondamentali più deboli sul fronte dei rendimenti e dei ricavi; la notizia è quindi neutrale per ETH, non chiaramente rialzista né ribassista.