Le balene di ETH spostano 4.000 ETH mentre i deflussi dagli exchange raggiungono il massimo degli ultimi quattro mesi
I trader di Ethereum (ETH) si trovano di fronte a segnali contrastanti dopo che alcuni detentori di lunga data hanno trasferito 4.000 ETH verso indirizzi collegati a Kraken, mentre i saldi sugli exchange hanno registrato il maggiore deflusso netto giornaliero da oltre quattro mesi. Lookonchain ha riferito che un detentore ha trasferito 1.000 ETH da un'allocazione ICO iniziale di 100.000 ETH, mentre un altro ha spostato 3.000 ETH, per un valore di circa 7,23 milioni di dollari. I trasferimenti indicano possibili vendite, ma i post non confermano che le operazioni siano state completate né che siano stati incassati proventi.
Santiment ha riferito che il 22 ottobre dagli exchange sono usciti, su base netta, 169.770 ETH. Saldi più bassi sugli exchange possono ridurre l'offerta di vendita immediatamente disponibile, ma la società ha precisato che il deflusso non garantisce che il prezzo abbia toccato il minimo. Ha indicato 2.400 dollari come livello chiave: un movimento sostenuto sopra i 2.500 dollari rafforzerebbe lo scenario di ripresa, mentre una discesa sotto circa 2.330 dollari lo indebolirebbe.
La pressione di vendita potrebbe provenire anche da un'istituzione rimasta inattiva in precedenza. Ha depositato sugli exchange AAVE per 9,12 milioni di dollari e WLD per 9,67 milioni, sebbene non siano state confermate vendite effettive. Tra il 12 e il 16 ottobre, gli ETF su Ethereum hanno registrato deflussi netti per 320,1 milioni di dollari, aggiungendo un altro segnale di cautela. Nel complesso, i trasferimenti delle whale e i deflussi dagli ETF contrastano con il forte deflusso netto di ETH dagli exchange: i trader seguiranno quindi i livelli di prezzo e verificheranno se i depositi si tradurranno in vendite confermate.
Neutral
I segnali di mercato sono contrastanti e sostengono una valutazione complessiva neutrale. Il deflusso netto di 169.770 ETH dagli exchange potrebbe essere un elemento positivo, perché un numero inferiore di token sugli exchange può significare una minore quantità di offerta di vendita immediatamente disponibile. In alcuni casi, deflussi consistenti di questo tipo hanno coinciso con fasi di accumulo o si sono verificati in prossimità di minimi locali, ma il confronto di Santiment con giugno non è, da solo, un indicatore affidabile di un minimo.
D’altra parte, i trasferimenti effettuati dai primi detentori di ETH verso indirizzi collegati a Kraken potrebbero creare pressioni di vendita nel breve termine, se si traducessero in operazioni effettive. Anche i depositi sugli exchange di AAVE e WLD effettuati da un’istituzione inattiva rappresentano una potenziale fonte di offerta, sebbene l’articolo non confermi che le vendite siano state completate. I deflussi dagli ETF su Ethereum, pari a 320,1 milioni di dollari nella settimana citata, contribuiscono a un quadro prudente e suggeriscono una domanda istituzionale più debole in quel periodo.
Nel breve termine, i trader potrebbero osservare ETH intorno ai 2.400 dollari, considerando i 2.500 dollari come livello di conferma di una ripresa e circa 2.330 dollari come soglia al ribasso citata da Santiment. Vendite confermate o ulteriori riscatti dagli ETF potrebbero pesare sui prezzi; deflussi sostenuti dagli exchange, insieme a un miglioramento della domanda, potrebbero contribuire ad assorbire tale pressione. Nel lungo termine, l’impatto dipenderà dal fatto che i deflussi dagli exchange riflettano un accumulo o semplici trasferimenti verso altri wallet, e dalla ripresa dei flussi degli ETF. L’articolo indica quindi volatilità e forze contrapposte tra domanda e offerta, piuttosto che un chiaro segnale sulla direzione del mercato.