Il piano anticorruzione dell’UE mette le criptovalute sotto esame

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione non vincolante che invita la Commissione europea ad affrontare le cripto-attività, le strutture proprietarie opache e gli strumenti digitali nell’ambito della strategia dell’UE contro la corruzione attualmente in fase di elaborazione. Le raccomandazioni chiedono inoltre una vigilanza più rigorosa sugli appalti pubblici e sul finanziamento della politica, una migliore cooperazione tra le autorità di contrasto, tutele per gli informatori e i giornalisti e la fine dei programmi dei visti d’oro. Chiedono anche maggiori poteri per rintracciare, congelare, confiscare e recuperare i proventi di reato. La risoluzione non introduce nuove norme sulle criptovalute né obblighi immediati di conformità per le imprese che operano con le attività digitali. La Commissione dovrebbe adottare la strategia entro la fine del 2026, insieme a una direttiva dell’UE contro la corruzione entrata in vigore a maggio. Uno studio del Parlamento europeo ha stimato che un’azione più incisiva contro la corruzione potrebbe far risparmiare fino a 58,5 miliardi di euro all’anno, mentre un sondaggio Eurobarometro del 2025 ha rilevato che il 69% degli europei ritiene che la corruzione sia diffusa nel proprio Paese. Le proposte potrebbero aumentare nel lungo periodo i controlli sulle cripto-attività e sulla trasparenza finanziaria, ma si tratta di raccomandazioni politiche che non modificano immediatamente le regole di negoziazione.
Neutral
La risoluzione non è vincolante e non impone restrizioni immediate alle transazioni in criptovalute né nuovi obblighi alle società che operano nel settore degli asset digitali; pertanto, non rappresenta un chiaro catalizzatore diretto per il prezzo di una particolare criptovaluta. Nel breve termine, è possibile che i trader prestino poca attenzione all’annuncio, anche se le notizie su controlli più rigorosi possono generare temporaneamente incertezza o influire sul sentiment di rischio. Nel lungo termine, la strategia della Commissione potrebbe incidere sulle aspettative di conformità normativa e sull’applicazione delle norme contro i reati finanziari, qualora conducesse a misure vincolanti. Tali sviluppi normativi potrebbero influenzare il sentiment nell’intero settore delle criptovalute, ma la risoluzione in sé non modifica l’accesso al mercato, l’offerta di token né le regole di negoziazione. Poiché non viene indicata una criptovaluta specifica e non vi è alcun cambiamento normativo immediato, è appropriata una valutazione neutrale dell’impatto sui prezzi.