Le sanzioni UE aggiungono 14 piattaforme di criptovalute e 94 banche inserite nella lista nera
L’UE ha approvato il 23 luglio il suo 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, inasprendo le misure mirate a finanziare e a eludere le sanzioni. Le sanzioni UE hanno aggiunto 218 persone ed entità, tra cui 94 banche e importanti istituzioni finanziarie inserite nelle liste di congelamento dei beni.
Nel settore delle criptovalute, le sanzioni dell’UE ora si concentrano in modo più diretto sulle “piattaforme crypto”: 14 fornitori di servizi di asset crypto devono affrontare divieti di transazione. L’UE afferma che queste piattaforme hanno aiutato i fondi russi a bypassare i limiti e a supportare i pagamenti transfrontalieri. Ha inoltre introdotto un potere più ampio per restringere l’intero ecosistema di servizi crypto di un terzo Paese, qualora si ritenga che quella giurisdizione abiliti l’elusione.
I trader dovrebbero aspettarsi un maggiore controllo di conformità per exchange, custodi e fornitori di servizi di pagamento che gestiscono instradamenti collegati alla Russia. È probabile che aumentino l’attrito operativo e il rischio di controparte, soprattutto per la liquidità collegata a entità sanzionate.
Bearish
Le sanzioni UE rafforzano l’accesso e i canali di trading per i servizi cripto collegati alla Russia, con 14 piattaforme crittografiche colpite da divieti di transazione. Ciò aumenta la probabilità di una liquidità ridotta e di maggiori attriti di conformità per i token legati alle infrastrutture russe (in particolare lo stablecoin RUBx e il rublo digitale della Russia). Nel breve termine, i trader potrebbero osservare volumi più bassi e un’attività degli on/off-ramp più limitata. Nel lungo termine, la capacità dell’UE di limitare un intero ecosistema di servizi cripto di un paese terzo accresce il rischio di vincoli di accesso al mercato persistenti, il che in genere è ribassista per la stabilità dei prezzi e la domanda. Qualsiasi reazione del prezzo sarà probabilmente negativa per gli strumenti crittografici direttamente colpiti collegati alla Russia, anche se gli indici più ampi del mercato restano invariati.