Assalti con chiavi in aumento: CertiK segnala esposizione all’invasione domestica cripto da 124 milioni di dollari e concentrazione in Francia

CertiK afferma che gli attacchi con “wrench” stanno accelerando e trasformando la custodia di criptovalute in un rischio fisico reale nel mondo. Nel primo semestre 2026, i casi verificati di irruzioni nelle case di utenti cripto sono aumentati da 1 (primo semestre 2025) a 20. Complessivamente, CertiK ha registrato 52 attacchi verificati con “wrench”, con un +33,3% anno su anno (da 39). L’esposizione finanziaria è balzata quasi 12 volte fino a circa 124,1 milioni di dollari (perdite più richieste di riscatto) rispetto a circa 10,5 milioni nel primo semestre 2025. Gli episodi sono guidati soprattutto dall’Europa: 39 casi in Europa e 33 in Francia, circa il 64% del totale globale nel dataset pubblicamente verificabile di CertiK. CertiK attribuisce la concentrazione in Francia a un ecosistema crypto più ampio e visibile, oltre a precedenti violazioni che potrebbero aver esposto dettagli sui bersagli. Takeaway chiave per i trader: gli attacchi con “wrench” possono aggirare la sicurezza tecnica delle chiavi quando la coercizione costringe la vittima ad autorizzare trasferimenti. CertiK raccomanda di ridurre il controllo unilaterale con multisig o MPC, affiancandoli a firmatari distribuiti geograficamente, e di aggiungere ritardi nei prelievi, limiti alle transazioni, allowlist, vault a fasi e capacità di blocco/emergenza. Avverte inoltre che gli attaccanti possono costruire profili di identità usando database trapelati: registri fiscali/compliance, dati degli exchange, attività on-chain/pubblica nei wallet e informazioni social/telefoniche, ampliando la superficie di minaccia verso familiari e associati. CertiK prevede che pattern simili e il “proxy-targeting” si evolveranno ulteriormente nel secondo semestre (H2).
Neutral
Questa notizia riguarda principalmente i rischi di sicurezza e operativi legati alla custodia e all’autorizzazione dei wallet sotto costrizione fisica. Sebbene il netto aumento degli attacchi con la chiave inglese e la grande esposizione finanziaria (124,1 milioni di dollari) possano sollevare aspettative su compliance, assicurazioni e costi per exchange/custodial—potenzialmente influenzando il sentiment dei trader—non c’è un collegamento diretto con le dinamiche di domanda e offerta sul mercato spot di una specifica criptovaluta citata nell’articolo. Pertanto, l’impatto atteso sul prezzo della criptovaluta menzionata è neutrale: i rischi sono più orientati alla tariffazione del rischio operativo che a una direzione immediata del mercato. Nel breve termine, i trader potrebbero diventare più sensibili ai controlli dei provider di custodia (multisig/MPC, ritardi nei prelievi, blocco di emergenza) e regolare i limiti di rischio verso le controparti. Nel lungo termine, l’aumento della reportistica e l’evoluzione del “proxy-targeting” degli attaccanti potrebbero spingere standard di sicurezza istituzionali più rigorosi, ma è improbabile che ciò, di per sé, crei un movimento direzionale sostenuto nei prezzi delle coin senza un catalizzatore diretto a livello macro o di rete.