Un sondaggio di OKX rivela l’interesse per le criptovalute in Europa e preoccupazioni per la pensione negli Stati Uniti
Un sondaggio di OKX condotto su 1.932 adulti che avevano già investito in criptovalute ha rilevato che gli intervistati europei erano più propensi a considerare le criptovalute uno strumento per costruire ricchezza a lungo termine rispetto ai tradizionali fondi pensione: il 19% ha scelto le criptovalute, contro l’8% che ha scelto i piani pensionistici. Negli Stati Uniti, i fondi pensione hanno prevalso sulle criptovalute, con il 21% contro il 12%. Gli immobili sono stati la scelta più popolare nei cinque Paesi oggetto dell’indagine, selezionati dal 34% degli intervistati.
Anche i piani di aumentare gli investimenti in criptovalute erano diffusi: il 47% degli intervistati europei ha dichiarato di prevedere un aumento della propria allocazione nei prossimi cinque anni. Il riepilogo del sondaggio più recente riporta una percentuale del 55% per gli intervistati statunitensi, mentre il resoconto precedente specifica che il 55% si riferiva ai partecipanti esclusi i baby boomer. Gli investitori più giovani erano più propensi ad aumentare le proprie partecipazioni, mentre il 55% dei baby boomer ha affermato che le criptovalute non erano importanti per il patrimonio da trasmettere alle generazioni future.
Un altro studio statunitense ha rilevato che il 77% degli adulti considerava rischiosi gli investimenti in criptovalute all’interno dei piani pensionistici aziendali. I risultati riflettono le opinioni degli investitori già attivi in criptovalute, non quelle della popolazione nel suo complesso, e non dimostrano che gli investitori stiano sostituendo i risparmi pensionistici. Negli Stati Uniti sono state avanzate proposte politiche per ampliare l’accesso ad attività alternative, comprese quelle digitali, nei piani 401(k). Nel complesso, il sondaggio indica interesse per le criptovalute come asset per costruire ricchezza a lungo termine, soprattutto tra gli investitori più giovani, ma non segnala acquisti imminenti e mette in evidenza le persistenti preoccupazioni legate alla volatilità e ai rischi per la pensione.
Neutral
Il sondaggio indica un maggiore interesse a lungo termine per le criptovalute tra alcuni investitori già attivi, in particolare europei e partecipanti più giovani, il che potrebbe sostenere il sentiment e favorire allocazioni graduali nel tempo. Tuttavia, le intenzioni dichiarate non equivalgono ad acquisti effettivi e il campione comprendeva solo persone che avevano già investito in criptovalute. Offre quindi prove limitate sulla domanda più ampia o sui flussi di trading nel breve periodo. La preferenza degli statunitensi per i conti pensionistici, i timori legati al rischio delle criptovalute nei piani di investimento aziendali e il minore entusiasmo dei baby boomer attenuano inoltre il segnale positivo. Nel breve periodo, è improbabile che i risultati muovano da soli i prezzi delle criptovalute; i trader potrebbero considerarli un’indicazione del sentiment più che un catalizzatore. Nel lungo periodo, una maggiore adozione tramite piani di investimento potrebbe ampliare la domanda se le politiche dovessero cambiare, ma questi risultati del sondaggio non dimostrano che tale adozione si concretizzerà. In assenza di una criptovaluta specifica e di dati diretti sui flussi di mercato, il probabile impatto sui prezzi è neutrale.