FATF avverte che i trasferimenti P2P di stablecoin favoriscono i finanziamenti illeciti; esorta regole AML globali

Il Gruppo d'Azione Finanziaria (FATF) ha pubblicato un Rapporto Mirato avvertendo che le stablecoin e i trasferimenti peer-to-peer (P2P) tra wallet non custodiali rappresentano rischi significativi di riciclaggio di denaro, finanziamento del terrorismo e elusione delle sanzioni. Il FATF cita la rapida crescita del mercato delle stablecoin e analisi (Chainalysis) che mostrano come le stablecoin costituissero circa l'84% del volume delle transazioni illecite con asset virtuali nel 2025. Il rapporto evidenzia l'abuso da parte di gruppi legati a Stati (in particolare attori nordcoreani e iraniani), proventi da ransomware e complesse operazioni di lavaggio cross-chain. FATF afferma che i trasferimenti P2P tra wallet non custodiali aggirano gli intermediari regolamentati (VASP) e spesso mancano delle informazioni richieste su ordinante/beneficiario, aumentando l'esposizione ai crimini finanziari. Invita i membri a implementare pienamente le Raccomandazioni 15 e 16 del FATF (AML/CFT e la Travel Rule), adottare controlli basati sul rischio per gli emittenti di stablecoin (es., congelamento/bruciatura/deny-listing di wallet, KYC al riscatto), integrare compliance programmabile (allow-list/deny-list) nei contratti token, ampliare l'uso di analytics blockchain e rafforzare quadri di supervisione e normativi per una rapida cooperazione transfrontaliera. Il FATF chiede inoltre partenariati pubblico-privati e osserva che poche giurisdizioni hanno ancora regole su misura per le stablecoin. Implicazioni chiave per i trader: maggiore scrutinio regolamentare e possibili cambiamenti di protocollo o dell'emittente che potrebbero influire su liquidità, privacy on-chain, flussi cross-chain e fungibilità delle principali stablecoin — rischi che possono influenzare gli spread delle stablecoin, le meccaniche di rimborso e la volatilità di mercato transitoria.
Bearish
La pressione normativa del GAFI che mira ai trasferimenti P2P di stablecoin e ai portafogli non custoditi aumenta il rischio al ribasso a breve e medio termine per i mercati degli stablecoin e la liquidità correlata. A breve termine: un controllo più intenso e le linee guida per implementare il congelamento/deny‑listing, KYC al rimborso e la compliance programmabile potrebbero indurre gli operatori di mercato a ribilanciare l’esposizione agli stablecoin, allargare gli spread degli stablecoin e innescare deflussi transitori dagli emittenti meno conformi. Market maker e strategie di arbitraggio che si basano su flussi P2P e cross‑chain non restritti potrebbero vedere ridotta redditività e maggiore attrito operativo. A medio‑lungo termine: regole globali più chiare potrebbero frammentare il mercato — giurisdizioni ed emittenti che applicano controlli severi potrebbero mantenere liquidità on‑chain ma ridurre privacy e fungibilità; emittenti non conformi o orientati alla privacy potrebbero affrontare delistaggi, limiti agli on‑ramps fiat o esposizione a sanzioni, riducendo la loro quota di mercato. Complessivamente, questi sviluppi probabilmente eserciteranno pressione sulla meccanica del peg e sulla fornitura di liquidità, producendo una pressione netta ribassista sull’utilità percepita di certi stablecoin e aumentando la volatilità attorno agli eventi di rimborso e cross‑chain. Le linee guida potrebbero essere neutrali o addirittura benefici per stablecoin grandi e regolamentati (maggiore fiducia, accesso agli on‑ramps fiat) ma sfavorevoli per token più piccoli o focalizzati sulla privacy, quindi l’effetto aggregato per il settore degli stablecoin è negativo.