La revisione del GAFI punta il dito sulle lacune antiriciclaggio degli hub crypto
Il Gruppo d’azione finanziaria internazionale (GAFI) esaminerà le giurisdizioni con un’attività significativa nel settore delle criptovalute per individuare lacune nell’applicazione delle norme antiriciclaggio (AML). L’esame riguarderà i principali hub, che rappresentano circa il 97% del mercato globale degli attivi virtuali, anche se il GAFI non ha specificato quali giurisdizioni saranno coinvolte né quante saranno. Terrà conto dei risultati delle valutazioni già effettuate, mentre le valutazioni periodiche resteranno il principale strumento dell’organismo di controllo per verificare la conformità.
L’esame fa seguito a un rapporto secondo cui l’83% delle giurisdizioni oggetto dell’indagine aveva adottato una legislazione sulla Travel Rule, che impone ai fornitori di servizi in criptovalute di condividere informazioni sui mittenti e sui destinatari dei trasferimenti. Tuttavia, 55 delle 91 giurisdizioni dotate di leggi di questo tipo non avevano ancora adottato misure di vigilanza o applicazione. Ad aprile 2026, le valutazioni del GAFI avevano rilevato che 33 giurisdizioni non erano conformi e 64 erano parzialmente conformi agli standard per i fornitori di servizi di attivi virtuali (VASP). Il GAFI ha inoltre lanciato l’allarme sulle frodi su larga scala legate alle criptovalute e sull’uso illecito delle stablecoin.
Le conclusioni iniziali sono attese per giugno 2027, mentre ulteriori risultati dovrebbero arrivare a ottobre, seguiti da rapporti di monitoraggio e sui progressi compiuti. L’esame del GAFI potrebbe aumentare la pressione sugli hub delle criptovalute affinché rispettino le norme e favorire una vigilanza AML più rigorosa, ma non sono state annunciate restrizioni immediate sulle operazioni né misure contro mercati specifici.
Neutral
La revisione del GAFI non prende di mira una criptovaluta specifica e non introduce restrizioni immediate alle negoziazioni, quindi è probabile che il suo effetto diretto sul prezzo di qualsiasi moneta sia limitato. Nel breve periodo, l’annuncio potrebbe indurre i trader a una breve cautela, soprattutto nei confronti degli asset o delle piattaforme percepiti come maggiormente esposti al controllo normativo. Tuttavia, il calendario della revisione si estende fino al 2027 e non è stata indicata alcuna giurisdizione, limitando le possibilità di una rivalutazione immediata dell’intero mercato.
Nel lungo periodo, una supervisione e un’applicazione più rigorose delle norme antiriciclaggio potrebbero aumentare i costi di conformità per i fornitori di servizi crypto e incidere potenzialmente sull’accesso a determinati mercati. Tali cambiamenti potrebbero mettere sotto pressione le piattaforme e i token correlati qualora interrompessero i servizi o riducessero la liquidità. Per contro, regole più chiare e coerenti potrebbero sostenere la fiducia del mercato e la partecipazione istituzionale. Poiché non sono stati individuati asset specifici né annunciate misure immediate, è probabile che l’impatto sui prezzi resti neutro; saranno più rilevanti gli indicatori generali del mercato e le eventuali successive azioni di applicazione delle norme.