La Fed mantiene i tassi mentre aumentano le scommesse su un rialzo a dicembre
È ampiamente previsto che la decisione della Fed sui tassi del 28 ottobre lasci invariato l’intervallo obiettivo dei federal funds, compreso tra il 3,75% e il 4,00%. In un sondaggio Reuters, 94 economisti su 100 hanno previsto una pausa, mentre tutti e 100 si aspettavano un aumento dei tassi nella riunione di dicembre. La persistenza dell’inflazione e la tenuta dell’attività economica hanno spostato il dibattito, allontanandolo dai tagli dei tassi; tuttavia, le indicazioni della Fed determineranno se i mercati riterranno probabile un ulteriore inasprimento.
La decisione della Fed precede la pubblicazione, prevista per il 29 ottobre, di importanti dati statunitensi: la stima preliminare del PIL del terzo trimestre e i redditi e le spese personali di settembre, compresa l’inflazione PCE. Gli economisti si aspettano che l’inflazione PCE complessiva salga al 3,6%, dal 3,4% di agosto, anche se al momento della riunione i dati non erano ancora disponibili. Dati solidi potrebbero rafforzare le aspettative di tassi più elevati; risultati più deboli potrebbero attenuarle.
Sui mercati, una pausa accompagnata da toni restrittivi potrebbe far salire i rendimenti dei Treasury e sostenere il dollaro statunitense, esercitando potenzialmente pressioni su azioni e oro. La reazione effettiva dipenderà da quanto il messaggio della Fed si discosterà dalle aspettative. La decisione di ottobre potrebbe quindi offrire poche certezze, mentre i prossimi dati su inflazione e crescita contribuiranno a delineare le prospettive per dicembre.
Neutral
La pausa prevista per ottobre è in gran parte già scontata dal mercato, quindi la decisione in sé potrebbe avere un impatto immediato limitato sulle criptovalute. Tuttavia, le aspettative unanimi degli economisti per un rialzo a dicembre e la persistenza dell’inflazione creano un contesto di orientamento restrittivo. Se il presidente della Fed, Kevin Warsh, segnalerà un ulteriore inasprimento, rendimenti più elevati e un dollaro più forte potrebbero ridurre la domanda di attività rischiose, tra cui Bitcoin e altre criptovalute. Un messaggio più accomodante del previsto o dati più deboli sull’inflazione e sul PIL potrebbero favorire un movimento di sollievo.
Le criptovalute hanno spesso reagito ai cambiamenti nel percorso atteso dei tassi statunitensi, più che a una decisione già prevista presa isolatamente. In precedenti fasi dei cicli di inasprimento, l’aumento dei rendimenti dei Treasury e il rafforzamento del dollaro hanno pesato sulla propensione al rischio, sebbene l’effetto sia variato in funzione delle condizioni di liquidità, del posizionamento e degli sviluppi specifici del settore crypto. Nel breve termine, gli operatori potrebbero concentrarsi sulla dichiarazione della Fed, sulla conferenza stampa e sui dati PCE e PIL in uscita il 29 ottobre; la volatilità potrebbe aumentare se questi elementi modificassero le aspettative sui tassi di dicembre. Nel lungo termine, una politica persistentemente restrittiva potrebbe limitare la liquidità e la propensione al rischio, mentre un’inflazione in calo e una successiva maggiore flessibilità della politica monetaria sarebbero di sostegno. Poiché l’articolo riferisce aspettative anziché un esito di politica monetaria confermato, la valutazione complessiva del mercato è neutrale, con un rischio al ribasso se la Fed adotterà un tono più restrittivo di quanto i mercati si aspettino.