La Fed lascia invariati i tassi mentre si avvicinano un rialzo a dicembre e i dati sull’inflazione

La Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75%-4,00% con un voto di 10 a 2. Le governatrici Lisa Cook e Beth Hammack hanno espresso dissenso, sostenendo un aumento immediato di 25 punti base. La Fed ha dichiarato che l’inflazione rimane elevata e che valuterà i dati in arrivo prima di decidere la prossima mossa. I costi dell’energia e gli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale sono tra i rischi inflazionistici monitorati dai funzionari; resta quindi possibile un ulteriore rialzo a dicembre. I mercati scontavano una probabilità di circa l’87,5% di un rialzo dei tassi a dicembre. Dopo la decisione, le azioni statunitensi sono salite moderatamente e il dollaro si è indebolito, anche se questi movimenti possono riflettere fattori diversi dalla politica della Fed, tra cui le aspettative di crescita, gli utili e il posizionamento degli investitori. Le prossime pubblicazioni chiave saranno la stima del PIL statunitense del terzo trimestre e il rapporto sull’inflazione PCE di settembre. Una crescita sostenuta e un’inflazione persistente potrebbero rafforzare la prospettiva di tassi più elevati più a lungo; una crescita più debole o un’inflazione in calo potrebbero indurre i trader a rivedere le proprie valutazioni. Per chi opera con le criptovalute, la decisione della Fed sui tassi è importante perché le aspettative sui tassi d’interesse possono influenzare la liquidità, i rendimenti obbligazionari e la propensione al rischio. Il dissenso di orientamento restrittivo e la possibilità di un altro rialzo potrebbero pesare sui prezzi delle criptovalute se portassero a condizioni finanziarie più rigide, mentre dati economici più deboli potrebbero attenuare questa pressione. La decisione della Fed e i prossimi dati restano quindi segnali importanti per il posizionamento sul mercato delle criptovalute.
Neutral
La Fed ha mantenuto i tassi, come previsto, quindi la decisione in sé non ha offerto un nuovo e chiaro catalizzatore direzionale per i prezzi delle criptovalute. Tuttavia, due funzionari erano favorevoli a un rialzo immediato e i mercati attribuivano un’elevata probabilità a un aumento a dicembre. Se queste aspettative spingessero al rialzo i rendimenti obbligazionari e riducessero la liquidità o la propensione al rischio, le criptovalute potrebbero subire pressioni di vendita nel breve termine. Il lieve rialzo delle azioni statunitensi e l’indebolimento del dollaro dopo l’annuncio forniscono segnali contrastanti, anziché un’indicazione chiaramente rialzista o ribassista per le criptovalute. Nel breve periodo, è probabile che gli operatori reagiscano alla stima del PIL del terzo trimestre e ai dati sull’inflazione PCE di settembre. Una crescita robusta, insieme a un’inflazione persistente, potrebbe rafforzare le aspettative di una politica più restrittiva e pesare sulle criptovalute; dati più deboli potrebbero sostenere i prezzi attenuando i timori sui tassi. Nel lungo periodo, l’effetto dipenderà dal fatto che l’inflazione si avvicini all’obiettivo del 2% della Fed e dalla rapidità con cui cambieranno le aspettative sulla politica monetaria. Poiché le informazioni disponibili indicano la presenza di forze contrapposte, anziché un chiaro cambiamento delle prospettive del mercato delle criptovalute, l’impatto atteso sui loro prezzi è neutrale.