La Fed mantiene i tassi mentre l’inflazione resta troppo alta

La Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75%-4% con un voto di 10 a 2. Durante la conferenza stampa, Kevin Warsh ha affermato che l’inflazione resta troppo alta, mentre il FOMC ritiene in generale che la «medicina» della sua politica stia cominciando a funzionare. Secondo il rapporto, a dicembre appare probabile un rialzo dei tassi, che porterebbe l’intervallo obiettivo al 4,00%-4,25%, anche se i responsabili non hanno fornito indicazioni chiare sulle prossime mosse. La mancanza di chiarezza ha pesato sui tassi d’interesse a breve termine e sul dollaro statunitense. Per i trader, la decisione della Fed segnala che permane l’incertezza sul percorso della politica monetaria; la prospettiva di un orientamento più restrittivo potrebbe influire sugli asset rischiosi, comprese le criptovalute.
Bearish
La decisione di mantenere i tassi invariati può offrire un sostegno limitato nel breve termine alle criptovalute e ad altri asset rischiosi, ma il segnale centrale del rapporto è che l’inflazione resta troppo elevata e che un rialzo a dicembre è considerato probabile. Tassi attesi più alti possono aumentare il costo opportunità di detenere asset che non generano rendimento, inasprire le condizioni finanziarie e ridurre l’interesse per le posizioni con leva. Questo crea una tendenza ribassista per Bitcoin e per il mercato delle criptovalute nel suo complesso, soprattutto se i prossimi dati sull’inflazione o sull’occupazione rafforzeranno l’ipotesi di un ulteriore rialzo. La reazione nel breve termine è meno netta. La Fed non ha fornito indicazioni precise e, secondo l’articolo, questa incertezza ha pesato sui tassi a breve termine e sul dollaro. Un dollaro più debole o rendimenti più bassi nel breve periodo possono talvolta sostenere le criptovalute, mentre i trader potrebbero inizialmente interpretare la pausa come un segnale positivo. Ciò potrebbe generare volatilità anziché un movimento duraturo in una sola direzione. Storicamente, le criptovalute sono spesso finite sotto pressione quando i mercati hanno rivisto al rialzo le aspettative di una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed, anche se la reazione dipende anche dalla liquidità, dal posizionamento e dal clima generale di propensione al rischio. Nel lungo periodo, l’andamento effettivo dell’inflazione e dei tassi conterà più di questa singola decisione. Le prospettive sono quindi complessivamente ribassiste, ma condizionate: un raffreddamento dell’inflazione o un allontanamento dalle attese di rialzi potrebbe attenuare la pressione.