I verbali della Fed mantengono aperta la possibilità di rialzi dei tassi, ma senza chiarire quando
I verbali della Federal Reserve mostrano che tutti i 19 responsabili di politica monetaria hanno sostenuto un aumento dei tassi di 25 punti base a settembre, portando l’intervallo obiettivo dei federal funds al 3,75%-4,00%. La maggior parte ha affermato che un altro rialzo potrebbe essere opportuno entro la fine dell’anno, sottolineando però che le decisioni dipenderanno dai dati in arrivo, senza dare un chiaro segnale di urgenza per una mossa a ottobre. CME FedWatch ha stimato sotto il 20% la probabilità di un rialzo a ottobre, in calo rispetto a circa il 70% dopo la decisione di settembre, mentre i mercati si aspettano sempre più un intervento a dicembre. Goldman Sachs prevede un rialzo a dicembre, ma afferma che la Fed potrebbe anche lasciare invariati i tassi. I verbali hanno citato rischi al rialzo per l’inflazione legati ai prezzi dell’energia, ai dazi e agli investimenti nelle infrastrutture per l’IA. I funzionari hanno inoltre descritto la crescita e la spesa dei consumatori come resilienti e le condizioni finanziarie come favorevoli. L’aumento dei rendimenti dei Treasury a lungo termine stava già frenando l’attività, mentre alcuni funzionari hanno sollecitato la preparazione a possibili tensioni sul mercato dei Treasury; i verbali non hanno delineato un piano d’intervento chiaro. Per i trader di criptovalute, la minore probabilità di un rialzo immediato potrebbe attenuare la pressione a breve termine sugli asset rischiosi, ma i persistenti rischi d’inflazione e la prospettiva di tassi più elevati più a lungo potrebbero pesare sulla propensione al rischio. I prossimi dati sull’inflazione e sull’occupazione potrebbero provocare forti reazioni dei mercati.
Neutral
I verbali presentano segnali contrastanti per i prezzi delle criptovalute, quindi la prospettiva diretta del mercato è neutrale. Nel breve termine, la minore probabilità di un rialzo dei tassi a ottobre potrebbe sostenere la propensione al rischio, attenuando i timori di un immediato inasprimento della politica monetaria. Tuttavia, questo effetto è compensato dalla possibilità di un altro rialzo più avanti nell’anno e dai persistenti rischi inflazionistici, che potrebbero mantenere elevati i rendimenti dei Treasury e rendere meno attraenti gli asset rischiosi. È quindi possibile che i prezzi delle criptovalute reagiscano più ai prossimi dati sull’inflazione e sull’occupazione, alle aspettative sui tassi e ai cambiamenti della liquidità di mercato che ai verbali in sé. Nel lungo periodo, tassi elevati a lungo o una nuova stretta monetaria potrebbero frenare la domanda di criptovalute e aumentare la volatilità; una pausa nei rialzi dei tassi potrebbe offrire un po’ di sollievo, soprattutto se le condizioni finanziarie si allentassero. I verbali non menzionano una criptovaluta specifica e l’effetto complessivo dipenderà dall’evoluzione delle aspettative sulla politica monetaria.