La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati alla riunione, mentre le probabilità di un rialzo a dicembre si avvicinano al 79%

Si prevede che la riunione della Fed si concluda senza variazioni dei tassi, che resterebbero tra il 3,75% e il 4,00%. I mercati di previsione stimano al 94,9% la probabilità che i tassi rimangano invariati. Gli operatori seguono con attenzione i commenti del presidente Kevin Warsh e gli eventuali voti dissenzienti, alla ricerca di indizi su un possibile rialzo a dicembre, a cui i mercati attribuiscono attualmente una probabilità compresa tra circa il 73% e il 79%. La Fed deve fare i conti con segnali contrastanti: a settembre l’inflazione annua è salita al 3,7%, mentre i datori di lavoro hanno creato appena 29.000 posti di lavoro e la disoccupazione ha raggiunto il 4,2%. Un tono più aggressivo potrebbe far salire i rendimenti dei Treasury e il dollaro, mettendo sotto pressione il bitcoin. Un messaggio più accomodante potrebbe invece sostenere i prezzi delle criptovalute. Il bitcoin era scambiato a 81.430 dollari, sopra le medie mobili a 50 e 200 giorni, ma sotto la resistenza a 83.624 dollari. I livelli chiave nel breve termine sono il supporto a 79.221 dollari e la resistenza a 83.624 dollari. L’inflazione PCE di settembre e il PIL del terzo trimestre, in pubblicazione giovedì, potrebbero influenzare ulteriormente le aspettative sulla politica della Fed e gli scambi di criptovalute.
Neutral
L’impatto a breve termine è neutrale, perché ci si aspetta quasi unanimemente che i tassi restino invariati e questa possibilità è già ampiamente scontata. Il principale catalizzatore per il mercato sarà la guidance del presidente Kevin Warsh e il numero di dissensi a favore di una linea più restrittiva, fattori che potrebbero modificare le aspettative per dicembre. Un segnale che i tassi potrebbero salire potrebbe spingere al rialzo i rendimenti e il dollaro, creando ostacoli per Bitcoin; un messaggio più accomodante potrebbe attenuare queste pressioni. L’articolo osserva che Bitcoin è sceso dopo tre delle cinque decisioni di mantenere i tassi nel 2026, registrando una variazione media giornaliera di -2,6%, mentre è salito dopo il rialzo di settembre, una volta venuta meno l’incertezza. Queste reazioni contrastanti suggeriscono che il segnale di politica monetaria e il posizionamento del mercato potrebbero contare più della decisione in sé. Nel breve termine, i trader potrebbero tenere d’occhio il supporto di Bitcoin a 79.221 dollari e la resistenza a 83.624 dollari, oltre ai dati sull’inflazione PCE e sul PIL in uscita giovedì. Su un orizzonte più lungo, un’inflazione persistentemente elevata e un ulteriore irrigidimento della politica monetaria potrebbero pesare sulle criptovalute a causa di condizioni finanziarie più restrittive, mentre un indebolimento del mercato del lavoro o una svolta accomodante potrebbero sostenere la propensione al rischio. La volatilità implicita nelle opzioni è rimasta relativamente stabile, ma una sorpresa nel tono della Fed potrebbe comunque innescare un movimento brusco.