La pausa della Fed fa salire le azioni statunitensi, mentre Microsoft e Alphabet divergono

Il 28 ottobre la Federal Reserve ha mantenuto l’intervallo obiettivo dei tassi sui federal funds al 3,75%-4,00%, con un voto di 10 a 2. Due funzionari si sono opposti, a favore di un aumento dei tassi di 25 punti base. La Fed ha migliorato la propria valutazione dell’attività economica, ma ha affermato che l’inflazione resta elevata. Le azioni statunitensi sono salite per la terza seduta consecutiva: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,28%, il Dow Jones Industrial Average lo 0,19% e il Nasdaq Composite circa lo 0,27%. Dopo la pubblicazione dei risultati, le azioni Microsoft sono salite di oltre il 3% nelle contrattazioni after-hours, sostenute da una crescita annua di Azure del 48% e da un flusso di cassa libero di circa 18,6 miliardi di dollari. Le azioni Alphabet sono arrivate a perdere quasi il 10%. La crescita della pubblicità sul motore di ricerca non ha raggiunto le attese, mentre l’aumento della spesa per le infrastrutture di IA ha pesato sul flusso di cassa, negativo per 9,07 miliardi di dollari nel trimestre. Le reazioni contrastanti mostrano che gli investitori stanno esaminando con attenzione i rendimenti degli investimenti nell’IA, la qualità degli utili e la generazione di cassa, non soltanto i tassi d’interesse o la crescita dei ricavi. La decisione della Fed di mantenere i tassi elimina un’immediata fonte di incertezza, ma i futuri dati sull’inflazione e sull’economia influenzeranno le aspettative sui tassi. I rendimenti dei Treasury e i flussi di cassa delle aziende restano fattori importanti per le valutazioni del settore tecnologico. Per chi opera nel mercato delle criptovalute, la decisione di politica monetaria può influire sulla liquidità e sulla propensione al rischio, ma da sola non determina la direzione del bitcoin.
Neutral
La notizia non offre un segnale direzionale chiaro e diretto per i mercati delle criptovalute. Mantenere i tassi invariati può sostenere la propensione al rischio evitando un rialzo immediato, ma la decisione era ampiamente attesa e non significa che i costi di finanziamento stiano diminuendo o che sia iniziato un allentamento monetario. Anche i due voti dissenzienti a favore di un rialzo e la preoccupazione della Fed per l’inflazione elevata attenuano qualsiasi interpretazione accomodante. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire ai rendimenti dei Treasury, al dollaro statunitense e ai cambiamenti nelle aspettative sulle future decisioni della Fed. Se i rendimenti scendono e la propensione al rischio migliora, Bitcoin e le altre cripto-attività potrebbero beneficiarne insieme ai titoli tecnologici. Se i dati sull’inflazione o i commenti della Fed spingono al rialzo le aspettative sui tassi, la pressione sugli asset rischiosi potrebbe tornare. Le reazioni contrastanti ai risultati di Microsoft e Alphabet evidenziano inoltre che la spesa per l’IA e la generazione di cassa vengono valutate con maggiore attenzione; ciò può influire sul sentiment generale verso il rischio senza tradursi direttamente in acquisti o vendite di criptovalute. In passato, le decisioni della Fed hanno spesso innescato episodi di volatilità di breve durata per Bitcoin, mentre il successivo andamento è dipeso dalle condizioni di liquidità, dal posizionamento e dai dati macroeconomici. Nel lungo periodo, il percorso dei tassi può influire sulla disponibilità e sul costo del capitale, ma restano importanti anche fattori specifici del settore crypto, tra cui i flussi dei fondi, la leva finanziaria, la regolamentazione e la domanda della rete. Poiché l’articolo non presenta catalizzatori diretti legati alla politica sulle criptovalute o ai flussi di mercato, la classificazione più appropriata è neutrale.