La Francia ritira l’obbligo di dichiarazione delle criptovalute in autocustodia
L’Assemblea nazionale francese ha stralciato dal bilancio 2027 una proposta che prevedeva l’obbligo di dichiarare le criptovalute in autocustodia, dopo aver respinto l’intera sezione delle entrate del disegno di legge. L’emendamento era stato approvato il 3 novembre con 150 voti favorevoli e 44 contrari, con otto astensioni. Avrebbe imposto ai contribuenti di dichiarare ogni 31 dicembre le criptovalute in autocustodia di valore superiore a 100.000 euro, prevedendo multe fino a 10.000 euro in caso di mancata dichiarazione. Il 4 e 5 novembre l’Assemblea ha respinto la sezione delle entrate con 458 voti contrari e nessun voto favorevole, con due astensioni, eliminando così l’obbligo di dichiarazione per le criptovalute in autocustodia, insieme alle proposte sulle imposte sulle conversioni di criptovalute in stablecoin e su sanzioni più severe per le piattaforme crypto. La norma è stata accantonata per ragioni procedurali, non in seguito a un voto separato sui suoi meriti. Per ora, quindi, i possessori francesi non dovranno adempiere a un nuovo obbligo di dichiarazione annuale, anche se i legislatori potrebbero ripresentare la proposta. Il dibattito si svolge mentre le norme DAC8 dell’UE dovrebbero imporre alle piattaforme crypto di comunicare i dati dei clienti a partire dal 2026, mentre gli asset in autocustodia restano fuori da questo quadro.
Neutral
È improbabile che la decisione abbia un effetto diretto significativo sul prezzo di una specifica criptovaluta. Nel breve termine, il ritiro della norma proposta può attenuare le preoccupazioni dei detentori francesi che custodiscono autonomamente i propri asset riguardo a ulteriori obblighi di comunicazione, ma la misura è stata accantonata per ragioni procedurali, non perché respinta nel merito. Ciò limita la portata del segnale normativo e rende meno probabile una reazione duratura dei prezzi. Nel lungo termine, la possibilità che i legislatori ripropongano la proposta, insieme agli obblighi di comunicazione DAC8 per le piattaforme a partire dal 2026, mantiene rilevante l’incertezza normativa. I trader potrebbero monitorare gli sviluppi delle politiche e il relativo sentiment di mercato, ma la notizia, da sola, non modifica l’offerta, la domanda o l’accesso al trading delle criptovalute in modo da indicare chiaramente una tendenza rialzista o ribassista.