La proposta francese di segnalazione delle criptovalute scatena critiche per motivi di sicurezza
La proposta francese sulla dichiarazione delle criptovalute obbligherebbe i residenti a dichiarare a fine anno gli asset crypto in autocustodia del valore di almeno 100.000 euro, con sanzioni fino a 10.000 euro in caso di mancata dichiarazione. La proposta non è legge e il suo futuro resta incerto dopo che i legislatori hanno respinto la sezione sulle entrate del bilancio; gli emendamenti dovrebbero essere ripresentati. La Commissione Finanze ha inoltre sostenuto l’imposizione fiscale sugli scambi di criptovalute con stablecoin a partire da gennaio 2027 e l’estensione dell’exit tax ai nuclei familiari con oltre 800.000 euro in crypto. Esponenti del settore crypto avvertono che un registro potrebbe esporre i detentori a furti o aggressioni fisiche, nel contesto di sequestri e rapine ai danni dei proprietari di criptovalute in Francia. La proposta francese di dichiarazione delle criptovalute potrebbe accrescere le preoccupazioni per la privacy e influenzare le decisioni dei residenti francesi, ma non modifica direttamente le regole globali sulle criptovalute né i fondamentali del mercato.
Neutral
La proposta riguarda la dichiarazione e la tassazione in Francia, non una modifica diretta del protocollo, dell’offerta o della domanda di una specifica criptovaluta. Di conseguenza, è probabile che il suo impatto immediato sui prezzi delle cripto-attività sia limitato. Nel breve periodo, le preoccupazioni relative alla privacy e alla sicurezza potrebbero indurre alcuni detentori francesi a riconsiderare le modalità di custodia o la giurisdizione, ma l’incertezza sullo stato legislativo della misura riduce la probabilità di una reazione diffusa del mercato. Se approvate, le norme potrebbero influire nel lungo periodo sulle negoziazioni locali, sulla pianificazione fiscale e sulla domanda di servizi di autocustodia. Tuttavia, la proposta non segnala di per sé un cambiamento nei fondamentali del mercato globale, quindi è opportuno valutare come neutrale il suo impatto sui prezzi.