BENJI di Franklin Templeton mette in luce la divisione tra i fondi tokenizzati

Al TOKEN2049 di Singapore, Jenny Johnson, CEO di Franklin Templeton, ha sostenuto che molti fondi tokenizzati sono «gemelli digitali» di prodotti tradizionali: i token riflettono i registri di proprietà conservati nei sistemi tradizionali, anziché fare della blockchain il registro ufficiale del fondo. Li ha contrapposti a BENJI, il fondo tokenizzato del mercato monetario della società, che registra la proprietà su blockchain pubbliche e offre calcoli del rendimento infragiornalieri. Lanciato nel 2021, BENJI è stato descritto come il primo fondo comune d’investimento statunitense registrato a utilizzare una blockchain pubblica per registrare la proprietà. Johnson ha citato un costo di transazione di circa 1,13 dollari per BENJI, contro circa 150 dollari per l’elaborazione tradizionale; tuttavia, il confronto non è verificato ed è in contrasto con una stima precedente di circa 1,50 dollari per transazione tradizionale. Non va considerato un risparmio sui costi confermato né un confronto omogeneo. Il resoconto successivo ha inoltre riferito che nel 2025 un bug di archiviazione statale nella distribuzione originale di BENJI su Stellar ha interessato 478 registrazioni on-chain. I dati di RWA.xyz citati per l’8 ottobre 2026 indicavano che gli asset distribuiti sull’intera piattaforma Benji ammontavano a circa 2,60 miliardi di dollari, di cui circa 760,6 milioni nel fondo BENJI; una stima separata collocava il totale degli asset dei fondi tokenizzati del mercato monetario vicino a 2,5 miliardi di dollari. Le dichiarazioni evidenziano approcci diversi ai fondi tokenizzati, ma non annunciano né un nuovo prodotto né un’operazione in grado di muovere il mercato.
Neutral
Le dichiarazioni riguardano principalmente l’infrastruttura dei fondi e non annunciano un nuovo investimento, il lancio di un token o un cambiamento significativo nella domanda di XLM, il token nativo di Stellar. Anche il confronto contestato sui costi delle transazioni indebolisce qualsiasi motivazione immediata per una rivalutazione del mercato. Il bug di archiviazione segnalato potrebbe spingere a esaminare più attentamente i rischi operativi della finanza tokenizzata, ma le sintesi non indicano un nuovo incidente né una minaccia diretta alla rete o al token di Stellar. Nel breve termine, è quindi improbabile che i trader considerino questi commenti un catalizzatore decisivo per il prezzo di XLM; è probabile che contino di più le condizioni generali del mercato delle criptovalute e l’attività specifica della rete. Nel lungo termine, l’adozione di fondi basati su blockchain potrebbe sostenere l’interesse per infrastrutture come Stellar, mentre i problemi operativi e i dubbi sul fatto che i fondi utilizzino la blockchain come registro ufficiale potrebbero limitare la fiducia. Si tratta di possibilità a livello settoriale, non di prove di un chiaro impatto direzionale su XLM, perciò l’effetto previsto sul prezzo del token è neutrale.