Gli ETF DRIP su Bitcoin di Franklin si registrano presso Nasdaq

Gli ETF Bitcoin DRIP di Franklin Templeton, FBEQ e FIBT, hanno registrato le proprie quote presso il Nasdaq il 22 ottobre, completando un passaggio normativo preliminare alla quotazione. I prospetti dovrebbero diventare efficaci il 27 ottobre, ma nessuno dei due fondi è ancora negoziato e la data del primo giorno di contrattazione non è stata annunciata. Gli ETF Bitcoin DRIP sono concepiti per partire con un’esposizione di circa il 95% alle azioni statunitensi e del 5% a Bitcoin. Si prevede che i dividendi azionari ordinari e straordinari aumentino l’esposizione a Bitcoin all’apertura del mercato del giorno successivo alla data ex dividendo. In occasione dei ribilanciamenti trimestrali, l’esposizione a Bitcoin superiore al 5% verrebbe ridotta al 4,5%; tra una revisione e l’altra, un aumento oltre il 20% comporterebbe anch’esso un ripristino al 4,5%. I fondi potrebbero ricorrere a prodotti collegati a Bitcoin o a derivati, anziché distribuire direttamente Bitcoin. Le commissioni annue di gestione sono dello 0,09% per FBEQ e dello 0,19% per FIBT. Questi ETF Bitcoin DRIP sono prodotti incentrati sulle azioni, non ETF spot su Bitcoin; i loro rendimenti dipenderanno quindi in misura significativa sia dall’andamento azionario sia da quello di Bitcoin. La registrazione amplia le opzioni di investimento regolamentate, ma non conferma acquisti immediati e consistenti di Bitcoin. La data del primo giorno di negoziazione dei fondi e i veicoli iniziali d’investimento in Bitcoin restano non divulgati.
Neutral
La registrazione al Nasdaq rappresenta una tappa importante per la quotazione del prodotto, ma non dimostra che uno dei due fondi abbia iniziato a essere negoziato né che siano partiti acquisti significativi di Bitcoin. L’allocazione proposta del 5% è relativamente contenuta e gli acquisti finanziati dai dividendi dipenderebbero dal lancio dei fondi, dal patrimonio raccolto, dai flussi di dividendi e dagli strumenti collegati a Bitcoin scelti. Di conseguenza, è improbabile che la notizia, da sola, modifichi in misura rilevante nel breve termine le condizioni di domanda e offerta di BTC o la stabilità del suo prezzo. Nel breve termine, i trader potrebbero considerare le comunicazioni un segnale moderato della crescente disponibilità di accesso regolamentato, ma l’assenza di una data di negoziazione confermata e di informazioni sui veicoli d’investimento limita il potenziale catalizzatore. Nel lungo periodo, i fondi potrebbero aggiungere una fonte graduale di esposizione a Bitcoin, qualora attirassero capitali e destinassero i proventi dei dividendi a prodotti collegati a Bitcoin. Tuttavia, la struttura, composta prevalentemente da azioni, fa sì che flussi e rendimenti dipendano anche dall’andamento del mercato azionario statunitense, mentre le regole di ribilanciamento pongono un limite all’allocazione obiettivo in Bitcoin. Nel complesso, si tratta di un possibile canale di domanda di entità modesta, non di un chiaro segnale direzionale per BTC.