La Francia porta avanti una proposta di tassazione del 31,4% sulla conversione di criptovalute in stablecoin

L’Assemblea nazionale francese ha approvato di misura l’emendamento I-3898 il 16 ottobre, con 38 voti favorevoli, 37 contrari e 25 astensioni. La proposta applicherebbe l’imposta sulle plusvalenze già esistente, pari al 31,4%, ai guadagni realizzati scambiando cripto-attività con token di moneta elettronica conformi ai requisiti MiCA, comprese alcune stablecoin garantite da valute fiat. Eliminerebbe l’attuale differimento fiscale per queste conversioni da una cripto-attività all’altra, ma non tasserebbe l’intero valore della transazione né introdurrebbe una nuova aliquota. La proposta di tassare gli scambi di criptovalute con stablecoin non è ancora legge: deve ancora superare le restanti fasi di approvazione del bilancio e potrebbe essere modificata o ritirata. Se approvata, dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio 2027. La proposta definisce inoltre un criterio basato sul costo di acquisto e sul costo medio ponderato per calcolare i guadagni. Il ministro francese dei Conti pubblici si è opposto alla misura, citando l’incertezza su quali stablecoin sarebbero ammissibili e la difficoltà di tracciare i trasferimenti all’interno dei portafogli di cripto-attività. Un dirigente di Chainalysis France ha avvertito che l’imposta sugli scambi di criptovalute con stablecoin potrebbe spostare parte dell’attività verso la DeFi, gli scambi peer-to-peer o le piattaforme estere, riducendo potenzialmente la visibilità e il gettito fiscale. I sostenitori stimano che la misura potrebbe generare 1,5 miliardi di euro, anche se l’esito dipenderebbe dal comportamento degli investitori e dall’applicazione delle norme. Per i trader, l’effetto immediato è l’incertezza; se adottata, la proposta potrebbe influenzare le strategie di conversione in stablecoin, mentre il suo impatto diretto sui prezzi generali delle criptovalute sarebbe probabilmente limitato.
Neutral
La proposta non è rivolta direttamente a una criptovaluta specifica e non è ancora legge. La sua approvazione potrebbe generare incertezza nel breve periodo per i trader francesi e indurre alcuni a rinviare le conversioni di stablecoin o a spostare la propria attività su altre piattaforme. Questi cambiamenti potrebbero incidere sulla liquidità locale e sui modelli di negoziazione, ma difficilmente, da soli, causerebbero un movimento sostanziale dei prezzi complessivi delle criptovalute o della stabilità del mercato. Nel lungo periodo, se entrasse in vigore a partire dal 2027, l’imposta potrebbe modificare il modo in cui gli investitori francesi gestiscono le conversioni e spostare potenzialmente parte dell’attività verso la DeFi, i mercati peer-to-peer o le piattaforme offshore. Questi effetti sono specifici della giurisdizione e le sintesi non indicano un chiaro catalizzatore direzionale per alcun singolo criptoasset. È quindi probabile che l’impatto sui prezzi delle criptovalute sia neutrale.