L’FSB segnala lacune nella vigilanza transfrontaliera sulle stablecoin e nella liquidità
Il Consiglio per la stabilità finanziaria (FSB) sollecita un rafforzamento della condivisione transfrontaliera delle informazioni e del monitoraggio delle stablecoin. Avverte che è difficile tracciare l’attività di negoziazione globale quando emittenti, riserve e diritti di rimborso sono soggetti a normative nazionali diverse. Le sue raccomandazioni non sono giuridicamente vincolanti e non indicano che una corsa alle stablecoin sia imminente.
Secondo l’FSB, a metà del 2026 il mercato delle stablecoin ammontava a circa 300 miliardi di dollari, con i token ancorati al dollaro che rappresentavano all’incirca il 99%. Ciò fa seguito alla crescita dai circa 206 miliardi di dollari registrati all’inizio del 2025 ai 306 miliardi. Il rapporto più recente aggiunge che i dati pubblici delle blockchain possono mostrare indirizzi e trasferimenti, ma di norma non rivelano l’ubicazione degli utenti né lo scopo delle transazioni. Raccomanda di monitorare la distribuzione geografica delle disponibilità, dei rimborsi e delle riserve, oltre alla liquidità del mercato secondario.
L’FSB avverte inoltre che emittenti affiliati possono condividere le passività pur detenendo riserve separate, con il rischio di concentrare la pressione sui rimborsi su un’unica entità. Le stablecoin vengono negoziate 24 ore su 24, mentre i mercati delle attività di riserva potrebbero non essere sempre aperti; ritardi nei rimborsi, vendite forzate di attività o prelievi bancari potrebbero indebolire l’ancoraggio e trasmettere tensioni ai mercati tradizionali. La negoziazione e l’arbitraggio possono contribuire a ripristinare l’ancoraggio, ma in periodi di stress di mercato sono cruciali un accesso affidabile ai rimborsi e riserve liquide. Per i trader, i risultati evidenziano i rischi legati alla vigilanza e alla liquidità delle stablecoin e potrebbero influenzare i futuri dibattiti del G20 e le politiche nazionali.
Neutral
Le raccomandazioni dell’FSB si concentrano sul monitoraggio e sul coordinamento, non su restrizioni immediate o su una modifica delle riserve delle stablecoin. Il rapporto afferma che le negoziazioni e l’arbitraggio possono contribuire a ripristinare il peg e non rileva una corsa ai rimborsi in atto; pertanto, è probabile che l’impatto diretto a breve termine sui prezzi delle stablecoin sia limitato. Tuttavia, i trader potrebbero reagire alla rinnovata attenzione all’accesso ai rimborsi, alla liquidità delle riserve e alle strutture degli emittenti, in particolare durante le fasi di tensione sui mercati. Nel più lungo periodo, le norme nazionali elaborate sulla base delle conclusioni dell’FSB potrebbero aumentare i costi di conformità o incidere sulla fiducia in singole stablecoin. Al contrario, una vigilanza più chiara e una migliore condivisione dei dati potrebbero ridurre l’incertezza e rafforzare la fiducia. Questi effetti contrapposti giustificano una valutazione complessiva neutrale, anziché un chiaro segnale sulla direzione dei prezzi.