Le banche centrali del G10 pronte a trainare i mercati valutari questa settimana

Questa settimana sono attese le riunioni di cinque banche centrali del G10. La Reserve Bank of New Zealand (RBNZ) e la Bank of Canada (BoC) sono considerate quelle con maggiori probabilità di aumentare i tassi d’interesse. Le decisioni potrebbero influenzare i mercati valutari e le aspettative sulla politica monetaria globale. La scorsa settimana il dollaro statunitense si è generalmente indebolito rispetto alle valute del G10, mentre l’euro ha perso circa lo 0,35% amid l’aumento delle tensioni sui mercati obbligazionari. Le variazioni dell’euro hanno mostrato una correlazione mobile a 30 giorni di circa -0,45 con le variazioni dei differenziali di rendimento dei titoli di Stato statunitensi e tedeschi a due e dieci anni. L’indice CSI 300 cinese è in calo di quasi il 10% dall’inizio dell’anno. A metà ottobre, alcune notizie riferivano che Pechino stava incoraggiando assicurazioni e fondi statali a sostenere il mercato azionario. In Australia, i mercati degli swap sui tassi d’interesse hanno portato la probabilità implicita di un rialzo dei tassi da circa il 35% il 16 ottobre all’80% prima del fine settimana. Australia e Norvegia hanno i tassi ufficiali più alti del G10 e le loro valute sono quelle che hanno registrato le migliori performance del gruppo quest’anno.
Neutral
L’articolo non contiene notizie dirette sulle criptovalute. Si concentra sulle decisioni delle banche centrali del G10, sull’andamento delle valute, sui rendimenti obbligazionari e sui titoli azionari cinesi; pertanto, il suo impatto sul mercato delle criptovalute è indiretto e incerto. La RBNZ e la BoC sono considerate le banche centrali con maggiori probabilità di aumentare i tassi, e qualsiasi decisione diversa dalle aspettative del mercato potrebbe influire sul dollaro statunitense, sui rendimenti obbligazionari e sulla propensione al rischio in generale. I trader di criptovalute potrebbero reagire a questi cambiamenti, soprattutto attraverso variazioni nelle aspettative di liquidità e nella domanda di attività rischiose. Nel breve termine, gli annunci delle banche centrali potrebbero aumentare la volatilità del Bitcoin e di altre criptovalute, insieme a quella dei mercati azionari e valutari. Un orientamento più restrittivo del previsto può inasprire le condizioni finanziarie e pesare sui mercati sensibili al rischio; un esito meno restrittivo può invece sostenere la propensione al rischio. La notizia di un aumento delle aspettative di rialzo dei tassi in Australia e delle misure di sostegno per il mercato azionario cinese in calo evidenzia inoltre quanto rapidamente possano cambiare le aspettative di politica monetaria e il sentiment. Nel lungo termine, la direzione dei tassi d’interesse e della liquidità globale può influire sulle valutazioni delle criptovalute, ma questo articolo non offre indicazioni chiare né sull’una né sull’altra. A differenza di una decisione normativa diretta o di uno shock specifico del mercato cripto, gli sviluppi descritti non rappresentano un catalizzatore rialzista o ribassista duraturo. È quindi appropriata una classificazione neutrale, anche se i trader dovrebbero monitorare le indicazioni delle banche centrali, i rendimenti obbligazionari, i movimenti valutari e il sentiment generale sul rischio.