Un ricercatore di Galaxy afferma che Bitcoin ha già toccato il fondo del mercato ribassista
Alex Thorn, responsabile della ricerca di Galaxy, afferma che il minimo del mercato ribassista di Bitcoin potrebbe essere alle spalle. Cita la minore pressione di vendita, la riduzione della speculazione e argomenti più solidi a favore del deprezzamento delle valute fiat. Sostiene che queste condizioni potrebbero rendere questo un momento strategico per aumentare le posizioni in Bitcoin, pur precisando che si tratta di una sua valutazione e non della conferma che il mercato abbia toccato il fondo.
Thorn osserva che i deflussi mensili di Bitcoin rimasti inattivi per oltre cinque anni sono scesi da una media di 67.000 BTC nel 2024 a 47.000 nel 2025 e 34.000 nel 2026. I dati della CFTC mostrano inoltre che le posizioni nette lunghe dei gestori patrimoniali nei future CME su Bitcoin sono diminuite del 57%, passando da un picco di 43.300 BTC a 18.400 BTC. Le posizioni nette corte dei fondi con leva sono calate da 71.400 BTC a 30.600 BTC: Thorn lo interpreta come un segnale del fatto che il capitale speculativo e quello impiegato nelle operazioni di basis trading si siano in gran parte ritirati.
Indica inoltre il debito federale statunitense, superiore a 40.440 miliardi di dollari, gli oneri annuali per interessi pari a 1.280 miliardi e i persistenti disavanzi di bilancio come fattori a sostegno della tesi di Bitcoin come copertura. Thorn afferma che in cicli precedenti, tra cui il 2016 e il 2018-19, si era già osservata una rinnovata preferenza del mercato per le blockchain aziendali rispetto a Bitcoin, prima di successive fasi rialziste di Bitcoin. Gli operatori dovrebbero ricordare che questi indicatori non garantiscono un’inversione di tendenza: andamento dei prezzi, liquidità e posizionamento restano importanti.
Bullish
L’articolo è rialzista perché Thorn individua diverse condizioni che potrebbero favorire Bitcoin: la riduzione dei deflussi di monete rimaste inattive a lungo, un forte calo delle posizioni speculative sui futures e le preoccupazioni macroeconomiche legate al debito e ai deficit degli Stati Uniti. Una minore pressione di vendita da parte dei detentori di lungo periodo e lo smantellamento di posizioni con leva o di operazioni di arbitraggio della base possono ridurre la pressione immediata dell’offerta. Se la domanda dovesse tornare, questo riequilibrio delle posizioni potrebbe amplificare una ripresa.
Il confronto storico con il 2016 e il 2018-19 offre una narrazione favorevole: ai periodi in cui l’attenzione si è spostata da Bitcoin alla blockchain aziendale sono seguiti forti rialzi. Tuttavia, questa è una tesi di un ricercatore di Galaxy, non la conferma che si sia formato un minimo. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire positivamente ai segnali di riduzione dell’offerta e di posizionamento contrarian, ma la direzione dei prezzi continuerà a dipendere dalla liquidità, dalla propensione generale al rischio e dal rafforzamento o meno della domanda spot. Le posizioni sui futures possono ricostituirsi rapidamente, mentre le preoccupazioni macroeconomiche possono influire sugli asset rischiosi in entrambe le direzioni. Nel lungo periodo, la crescita persistente del debito potrebbe rafforzare l’attrattiva di Bitcoin come asset scarso, ma l’affermazione che Bitcoin abbia toccato il fondo va verificata alla luce dei prezzi di mercato e dei dati on-chain, anziché essere trattata come una certezza.