Il boom dell’IA: Gerstner afferma che gli utili la distinguono dalla bolla delle dot-com

Brad Gerstner, fondatore di Altimeter Capital, sostiene che il boom dell’IA sia diverso dalla bolla delle dot-com perché il rialzo è trainato dalla crescita degli utili, non soltanto dall’espansione delle valutazioni. Ha citato una crescita del 26% da inizio anno degli utili di mercato nel 2026 e ha affermato che Nvidia tratta a circa 14 volte gli utili GAAP previsti per il prossimo esercizio. Gerstner descrive la domanda di IA come in gran parte illimitata, mentre energia e materiali frenano l’offerta. Ha indicato i 10 GW di capacità di calcolo aggiuntiva che SpaceX prevede di aggiungere nel 2027 e la crescita dei ricavi di Anthropic, che secondo quanto riportato sono passati da 2 miliardi di dollari a un ritmo mensile annualizzato di 11 miliardi tra gennaio e marzo 2026. Pur restando ottimista sulle prospettive di lungo periodo dell’IA, Gerstner ha dichiarato che l’esposizione di Altimeter all’IA è scesa al livello più basso degli ultimi tre anni. Prevede un’ulteriore crescita nel 2027 e nel 2028, ma afferma che i principali laboratori di IA potrebbero aver bisogno di ricavi annui superiori a 180 miliardi di dollari per sostenere gli investimenti in conto capitale degli hyperscaler. Per i trader, la tenuta del boom dell’IA dipende dalla capacità degli utili e dei ricavi dei laboratori di IA di tenere il passo con gli investimenti; la riduzione dell’esposizione di Gerstner segnala inoltre prudenza sul momento giusto.
Neutral
L’articolo parla di aziende di IA e titoli tecnologici, non dei mercati delle criptovalute, e non segnala alcun cambiamento diretto nella regolamentazione, nell’adozione, nella liquidità o nell’attività blockchain legate alle criptovalute. È quindi probabile che il suo effetto immediato sul trading di criptovalute sia limitato. Un rally sostenuto degli utili trainato dall’IA potrebbe favorire una maggiore propensione al rischio e avvantaggiare indirettamente Bitcoin e altri asset ad alta volatilità, mentre i timori sulle valutazioni o sui rendimenti degli investimenti nelle infrastrutture di IA potrebbero alimentare l’avversione al rischio. In alcuni casi, le impennate dei mercati guidate dal settore tecnologico hanno coinciso con una maggiore domanda di asset speculativi, ma la correlazione è incostante e può essere sovrastata dalle aspettative sui tassi d’interesse, dai movimenti del dollaro e dai catalizzatori specifici del settore crypto. Nel breve termine, i trader potrebbero osservare i titoli tecnologici, le notizie legate all’IA e il sentiment generale sul rischio per individuare eventuali ripercussioni sulle criptovalute. I commenti di Gerstner sono contrastanti: resta ottimista sulla domanda di IA nel lungo periodo, ma afferma che l’esposizione del suo fondo all’IA è al livello più basso degli ultimi tre anni, un elemento che potrebbe frenare l’entusiasmo. Nel lungo periodo, la questione cruciale è se i ricavi dei laboratori di IA e gli utili aziendali giustificheranno gli investimenti di capitale degli hyperscaler. Prove di una crescita duratura potrebbero sostenere la propensione al rischio; un rallentamento o rendimenti deludenti potrebbero pesare sui titoli tecnologici e, indirettamente, sulle criptovalute. Poiché il report non presenta catalizzatori diretti per le criptovalute, la classificazione più appropriata dell’impatto sul mercato è neutrale.