Rischio quantistico per Bitcoin: Glassnode segnala che ~20% dei BTC è esposto

Lo studio di Glassnode sul “rischio quantistico di Bitcoin” stima che il 30,2% dei BTC emessi rientri in due categorie di esposizione, con circa il 20,6% dell'offerta contrassegnato come operativamente vulnerabile. Il rapporto suddivide l'esposizione in: - Esposizione strutturale (1,92M BTC, 9,6%): le chiavi pubbliche sono rivelate direttamente dal design dell'output, inclusi i vecchi P2PK, multisig senza wrapper e il più recente Taproot (P2TR). - Esposizione operativa (4,12M BTC, 20,6%): le monete che sembrano più sicure a riposo possono diventare esposte dopo la spesa, perché la firma della transazione rivela la chiave pubblica. Se lo stesso indirizzo riceve poi altri fondi (riutilizzo dell'indirizzo), quei saldi successivi ereditano l'esposizione. Una parte importante del BTC operativamente insicuro è legata ai saldi degli exchange, con Glassnode che segnala quote di esposizione notevolmente più alte per Binance e Bitfinex rispetto a Coinbase. Note separate affermano anche esposizione quantistica dello 0% per le detenzioni negli USA, Regno Unito ed El Salvador. Per i trader, questo non è un catalizzatore immediato che “rompa le crypto”. Il punto chiave è una possibile narrativa di premio per il rischio: il “rischio quantistico di Bitcoin” potrebbe aumentare nel tempo man mano che le monete esposte vengono spese e riutilizzate, mentre le pratiche di exchange e custodia possono influenzare il sentiment più del solo design del protocollo.
Neutral
Lo studio è inquadrato più come una narrativa di sicurezza a lungo termine che come una rottura crittografica a breve termine. Pur evidenziando che circa il 20% dei BTC è operativamente vulnerabile —soprattutto i saldi legati agli exchange—, la logica del rapporto dipende da capacità quantistiche future (decrittazione in stile Shor) e da come le monete saranno successivamente spese e riutilizzate. Ciò rende più probabile che la reazione del mercato sia guidata dal sentimento (un premio per il rischio legato alle pratiche di custodia/exchange) piuttosto che da un fattore diretto e immediato sul prezzo del BTC. Nel breve termine i trader potrebbero considerarlo informativo e concentrarsi su driver più ampi; nel lungo termine potrebbe influenzare modestamente il rischio percepito per cluster di indirizzi custoditi/attivi senza costringere a una ritrattazione immediata del prezzo.