Risultati di Alphabet: il cloud vola mentre pesano i costi dell’IA
I ricavi di Alphabet nel terzo trimestre del 2026 sono aumentati del 25% su base annua, raggiungendo 127,6 miliardi di dollari, mancando di poco le aspettative degli analisti. L’utile operativo è cresciuto di circa il 30%, a 40,6 miliardi, ma l’utile netto è diminuito del 25%, a 26,2 miliardi. Anche l’utile per azione rettificato, pari a 2,67 dollari, è risultato inferiore alle previsioni, in parte a causa di una perdita di 8,7 miliardi sugli investimenti azionari, che ha ridotto l’EPS secondo i principi GAAP di circa 0,55 dollari.
Google Cloud è stato il punto di forza del rapporto sugli utili di Alphabet: i ricavi sono più che raddoppiati, a 30,7 miliardi di dollari, con un margine operativo di circa il 36,2%, grazie alla crescente domanda di infrastrutture e servizi per l’IA. I ricavi della Ricerca e di altre attività sono saliti del 12%, a 63,4 miliardi, mentre la pubblicità su YouTube è cresciuta di circa il 9%. La pubblicità rappresenta ancora circa il 64% dei ricavi totali, mantenendo alta l’attenzione sul ritmo di crescita del core business di Google.
La spesa resta una preoccupazione centrale. Alphabet ha generato 42,3 miliardi di dollari di flusso di cassa operativo, ma ne ha spesi 51,4 miliardi in immobili e attrezzature, portando il flusso di cassa libero a circa 9,1 miliardi negativi, contro un deflusso di 5,9 miliardi nel trimestre precedente. L’azienda ha mantenuto la previsione di spese in conto capitale per il 2026, compresa tra 195 e 205 miliardi di dollari, e ha indicato che gli investimenti potrebbero aumentare ulteriormente nel 2027. Il miliardo di utenti dichiarato per Gemini ne dimostra l’ampia diffusione, ma non prova che generi ricavi o sia redditizio. In un momento della seduta after-hours, le azioni Alphabet sono scese di quasi il 10%. Per i trader, la questione centrale è se la crescita del cloud trainata dall’IA possa compensare il rallentamento della Ricerca e l’aumento dei costi infrastrutturali. I risultati potrebbero inoltre influenzare il sentiment più ampio del settore tecnologico, pur non segnalando direttamente un cambiamento nei fondamentali delle criptovalute.
Neutral
I rapporti non contengono notizie dirette su una specifica criptovaluta, un token o un progetto blockchain e, pertanto, non forniscono un chiaro segnale fondamentale sul prezzo di un singolo criptoasset. Nel breve termine, il calo del prezzo delle azioni di Alphabet e le preoccupazioni relative alla spesa per l’IA potrebbero influenzare il sentiment di rischio nei mercati tecnologici, aumentando potenzialmente la volatilità degli scambi di criptovalute. Tuttavia, un eventuale effetto sarebbe indiretto e dipenderebbe dalle condizioni generali del mercato, comprese le aspettative sui tassi d’interesse e la propensione degli investitori al rischio. Nel lungo termine, i risultati potrebbero influenzare le valutazioni sugli investimenti nel settore tecnologico e sulla domanda di IA, ma non dimostrano un cambiamento diretto nell’adozione delle criptovalute, nella loro regolamentazione o nei fondamentali delle reti. L’impatto sui prezzi delle criptovalute va quindi considerato neutrale.