La ricerca visiva di Google supera i 50 miliardi di query mensili
Google afferma che i suoi strumenti di ricerca visiva gestiscono ormai oltre 50 miliardi di ricerche al mese, mentre gli utenti ricorrono sempre più a immagini, video e voce invece che al testo. Il dato riguarda l’intera esperienza di ricerca visiva di Google, non soltanto Google Lens.
Google Lens ha registrato 3 miliardi di ricerche mensili nel 2021 e 12 miliardi nel 2023. Le previsioni relative al solo Lens sono stime, non risultati confermati. Google afferma che circa il 20% delle ricerche visive con Lens manifesta un intento commerciale, creando potenziali opportunità per gli annunci commerciali. Il suo Shopping Graph contiene oltre 50 miliardi di schede prodotto.
La crescita riflette gli investimenti di Google nell’IA e nella ricerca multimodale. Per Alphabet, la ricerca visiva potrebbe ampliare le attività pubblicitarie e di shopping, ma il valore commerciale dipende dall’efficacia con cui riuscirà a monetizzare queste query. Gli investitori seguiranno l’utilizzo di AI Mode e l’eventuale aumento dell’intenzione di acquisto. La notizia è rilevante per i mercati della tecnologia e della pubblicità, ma non rappresenta un catalizzatore diretto per le criptovalute.
Neutral
L’annuncio riguarda soprattutto Alphabet, l’intelligenza artificiale e la pubblicità digitale. Non introduce cambiamenti diretti nella regolamentazione delle criptovalute, nell’adozione della blockchain, nella domanda di token o nella liquidità del mercato; è quindi probabile che il suo effetto immediato sul trading di criptovalute sia limitato.
Nel breve termine, la cifra di 50 miliardi di ricerche potrebbe sostenere l’interesse per i titoli tecnologici legati all’IA, ma è più probabile che i prezzi delle criptovalute reagiscano a fattori più ampi, come i flussi di Bitcoin, le aspettative sui tassi d’interesse e la propensione al rischio. In passato, gli annunci sulle funzionalità di IA da parte delle principali aziende tecnologiche hanno talvolta migliorato il sentiment sui token legati all’IA, ma questi movimenti sono generalmente dipesi dalla dinamica complessiva del mercato e da collegamenti chiari con progetti crypto. In questo caso non è stato individuato alcun collegamento di questo tipo.
Nel lungo termine, una pubblicità più efficace grazie all’IA potrebbe influenzare la competizione per gli investimenti tra i titoli tecnologici e gli asset digitali, ma l’articolo non fornisce prove di uno spostamento diretto dei flussi di capitale. I trader dovrebbero quindi considerare la notizia neutrale per le criptovalute e monitorare gli indicatori generali del mercato, anziché dedurre un segnale direzionale dal traguardo raggiunto da Google nelle ricerche.