Classifica dei rendimenti dei token DeFi di Grayscale: HYPE è in testa
Zach Pandl, responsabile della ricerca di Grayscale, ha proposto un quadro di riferimento per valutare i token DeFi sulla base dei flussi di cassa e degli utili. Le classifiche mettono a confronto il rendimento per i detentori di token —ricompense di staking e riacquisti, al netto delle nuove emissioni di token— con il rendimento degli utili rettificato, che misura i ricavi del protocollo dopo aver tenuto conto dell’inflazione dell’offerta.
HYPE è in testa alla classifica del rendimento per i detentori di token, all’8,0%, seguito da LIT al 7,9%. CAKE guida quella del rendimento degli utili rettificato, al 14,4%, con LIT al 14,1% e HYPE al 9,8%. Cinque token tra i primi dieci per rendimento per i detentori registrano valori negativi: RAY, PENDLE, AAVE, JUP e CRV. Le nuove emissioni superano i riacquisti e le distribuzioni; ciò non significa necessariamente che i relativi protocolli non siano redditizi. AAVE, per esempio, presenta un rendimento degli utili rettificato positivo del 3,7%.
Le classifiche di Grayscale sui rendimenti dei token DeFi potrebbero aiutare i trader a confrontare la redditività dei protocolli con il valore effettivamente restituito ai detentori di token. I dati sono a fini illustrativi e si basano sui dati di mercato aggiornati al 20 ottobre e sui risultati finanziari degli ultimi 12 mesi fino al terzo trimestre del 2026. Grayscale precisa che le classifiche non costituiscono consulenza d’investimento.
Neutral
Il rapporto presenta un quadro di valutazione e dati comparativi, ma non annuncia modifiche al protocollo, investimenti o altri catalizzatori immediati per il mercato. È quindi probabile che il suo effetto diretto a breve termine sia limitato, anche se i trader potrebbero reagire selettivamente alle classifiche o rivalutare i token con rendimenti negativi per i detentori. Come già accaduto in precedenti discussioni di mercato su riacquisti di token, ricompense di staking ed emissioni, l’attenzione può spostarsi rapidamente verso i progetti che sembrano restituire valore ai detentori; tuttavia, le sole classifiche non garantiscono né domanda né aumenti di prezzo.
Nel lungo periodo, questo quadro potrebbe incoraggiare un esame più attento dei ricavi della DeFi, dell’emissione di token, dei calendari di sblocco e delle politiche di riacquisto. I token con utili solidi ma rendimenti modesti per i detentori potrebbero subire pressioni affinché modifichino la propria tokenomics, mentre distribuzioni sostenibili potrebbero sostenere l’interesse degli investitori. Queste metriche, tuttavia, dipendono dai dati e dalle ipotesi utilizzati, e i prezzi dei token continuano a essere influenzati dalle condizioni generali del mercato, dalla liquidità, dalle decisioni di governance e dai rischi dei protocolli. I dati sono a scopo illustrativo e non costituiscono consulenza d’investimento; l’impatto complessivo sul mercato è quindi da considerarsi neutrale.