Gli hedge fund vendono azioni legate all’IA e riducono l’esposizione al settore tecnologico
Gli hedge fund hanno rapidamente invertito gli acquisti di titoli legati all’IA, vendendo per cinque sedute consecutive dall’8 al 14 ottobre e azzerando tutti gli acquisti netti effettuati dall’inizio del 2025. I dati di Goldman Sachs mostrano che nell’arco di due settimane hanno ridotto le posizioni in titoli tecnologici di circa 20 miliardi di dollari, soprattutto vendendo posizioni esistenti: hanno ceduto le partecipazioni già detenute nell’IA a un ritmo 3,5 volte superiore a quello con cui hanno aperto nuove posizioni corte. La ritirata è seguita a una più ampia riduzione dell’esposizione al rischio. Goldman ha riferito che i titoli tecnologici hanno registrato i maggiori deflussi azionari, mentre i fondi si sono orientati verso i settori sanitario e dei beni di consumo di prima necessità. Un paniere di titoli preferiti dagli hedge fund monitorato da Goldman è sceso del 4,2% il 22 ottobre, il calo giornaliero più marcato dal 2011. Separatamente, i dati di Morgan Stanley citati da Steno Research hanno mostrato che gli hedge fund hanno ridotto l’esposizione azionaria complessiva di circa il 7,8%, il calo più forte della serie dal 2016. Nonostante le vendite, i titoli legati all’IA rappresentavano ancora il 26,1% dell’esposizione netta globale ai singoli titoli, un livello elevato rispetto agli standard storici. La leva finanziaria lorda è rimasta vicina ai massimi degli ultimi cinque anni, mentre quella netta è diminuita bruscamente, e Goldman ha avvertito che potrebbe seguire un ulteriore ridimensionamento della leva, soprattutto in presenza di deflussi di capitali esteri dai mercati asiatici. Per i trader di criptovalute, la ritirata degli hedge fund dai titoli legati all’IA segnala un minore appetito per gli asset rischiosi e potrebbe accentuare la volatilità sui mercati, comprese le criptovalute, anche se i rapporti non citano posizioni dirette in criptovalute né variazioni dei loro prezzi.
Bearish
I report non identificano una criptovaluta specifica né forniscono dati diretti sul mercato delle criptovalute, quindi qualsiasi effetto sui prezzi delle crypto sarebbe indiretto. Tuttavia, il ritiro generalizzato degli hedge fund dai titoli legati all’IA e alla tecnologia, insieme a una netta riduzione dell’esposizione azionaria complessiva, segnala una minore propensione al rischio. Nel breve termine, questo tipo di posizionamento prudente può indurre i trader a ridurre l’esposizione agli asset volatili, aumentando potenzialmente la pressione di vendita e le oscillazioni dei prezzi nel mercato crypto. Nel lungo termine, un persistente processo di riduzione della leva finanziaria e i deflussi dagli asset rischiosi potrebbero pesare sul sentiment verso le criptovalute, anche se l’entità dell’effetto dipenderebbe dalla domanda specifica di crypto, dalla liquidità e dalle condizioni di mercato. La classificazione ribassista riflette questo possibile effetto a catena, non un movimento confermato di una particolare criptovaluta.