Le norme fiscali dell’Illinois sugli asset digitali incontrano l’opposizione della DeFi
Uniswap Labs, Andreessen Horowitz (a16z) e DeFi Education Fund chiedono all’Illinois di escludere le attività di finanza decentralizzata (DeFi) dalle norme fiscali proposte dallo Stato sugli asset digitali. Nei loro commenti chiedono esenzioni per i protocolli DeFi, le interfacce utente, i prelievi verso portafogli self-custody e le transazioni tramite bridge tra blockchain. Si oppongono inoltre all’obbligo per gli utenti di conservare registri delle proprie chiavi private.
La bozza delle norme dell’Illinois propone un’imposta dello 0,2% sulle transazioni di asset digitali. Il periodo per presentare commenti pubblici termina il 30 ottobre. Lo Stato ha accettato di rinviare l’attuazione e l’applicazione del Digital Assets Tax Act al 1º luglio 2027. Le norme definitive potrebbero incidere sul modo in cui i servizi DeFi e gli utenti di criptovalute gestiscono le transazioni in Illinois.
Neutral
La notizia è neutrale per il mercato delle criptovalute nel suo complesso. La tassa proposta dello 0,2% e i possibili obblighi di conservazione dei registri potrebbero aumentare i costi di conformità e scoraggiare alcune attività DeFi in Illinois, ma la presentazione dei gruppi è una richiesta, non una modifica definitiva delle politiche. L’accordo dello Stato di rinviare l’attuazione al 1° luglio 2027 limita inoltre qualsiasi effetto immediato sulle contrattazioni.
Nel breve termine, i trader potrebbero seguire la consultazione pubblica e la definizione finale delle norme per individuare segnali di rischio normativo, in particolare per le piattaforme DeFi e i servizi di autocustodia. Controversie simili sulla tassazione delle criptovalute e sul loro trattamento normativo hanno spesso provocato più volatilità nei token o nelle società interessati che nel mercato più ampio. Questo annuncio non rappresenta un catalizzatore diretto per l’intero mercato e non modifica l’offerta di token, il funzionamento dei protocolli o la liquidità del mercato.
Nel lungo termine, le esenzioni per i protocolli DeFi, le interfacce, i prelievi e i bridge potrebbero ridurre l’incertezza giuridica e sostenere la disponibilità dei servizi DeFi nello Stato. Al contrario, mantenere ampi obblighi fiscali o di registrazione delle chiavi private potrebbe creare ulteriori ostacoli per utenti e fornitori. L’esito potrebbe influenzare i dibattiti sulle politiche in altre aree, ma l’impatto sul mercato dipenderà dalle norme definitive e dall’eventuale decisione di altre giurisdizioni di seguire la stessa strada.