Il FMI avverte che i mercati tokenizzati potrebbero amplificare le tensioni finanziarie

Il FMI afferma che i mercati tokenizzati potrebbero rendere le negoziazioni e il regolamento più rapidi ed economici, ma avverte che, con la loro espansione, potrebbero anche aggravare le crisi di liquidità, le vendite forzate e il contagio. Per ora, i rischi per la finanza tradizionale restano limitati, perché i mercati tokenizzati sono piccoli rispetto ai mercati globali dei capitali. A luglio 2026, gli asset del mondo reale tokenizzati, escluse le stablecoin, valevano circa 65 miliardi di dollari, di cui circa 48 miliardi in prodotti a reddito fisso. Le azioni tokenizzate ammontavano a circa 2,3 miliardi di dollari, mentre le negoziazioni di repo tokenizzati registravano una media giornaliera compresa tra 300 e 350 miliardi di dollari. Più della metà delle negoziazioni di azioni tokenizzate avveniva al di fuori del normale orario di mercato statunitense e circa l’80% delle operazioni riguardava meno di un’azione. Il FMI ha inoltre osservato che, dopo l’apertura dei mercati, i prezzi delle azioni tokenizzate sembravano fornire indicazioni ai prezzi delle azioni tradizionali. Tuttavia, le azioni tokenizzate presentavano una liquidità inferiore e una volatilità realizzata circa 1,5 volte superiore a quella delle azioni convenzionali, il che potrebbe accentuare le oscillazioni dei prezzi e rendere più difficile per gli operatori uscire dalle posizioni. Il FMI indica come ostacoli alla crescita l’incertezza giuridica, la mancanza di chiarezza normativa, la frammentazione delle piattaforme e la disponibilità limitata di asset sicuri per il regolamento. Avverte inoltre che maggiori interconnessioni e un maggiore ricorso alla leva finanziaria potrebbero trasmettere gli shock alla finanza tradizionale. Il rapporto si aggiunge agli avvertimenti pubblici lanciati quest’anno dal FMI sulla tokenizzazione.
Neutral
Le sintesi non individuano una specifica criptovaluta o un token il cui prezzo sia direttamente influenzato. Gli avvertimenti dell’FMI riguardano i mercati tokenizzati e la stabilità finanziaria più in generale, non i fondamentali di una singola moneta. Nel breve termine, il rapporto potrebbe indurre a una maggiore cautela nei confronti degli asset tokenizzati e richiamare l’attenzione sui rischi di liquidità e volatilità, ma non offre un catalizzatore chiaro per una moneta specifica. Nel lungo termine, una regolamentazione più chiara e sistemi di regolamento più sicuri potrebbero favorire l’adozione, mentre la possibilità che le tensioni si propaghino più rapidamente potrebbe pesare sul sentiment. Nel complesso, l’impatto diretto sul prezzo di qualsiasi criptovaluta citata è neutro.