Un exploit su Initia prosciuga 2,7 milioni di dollari a causa di un bug di MoveVM
L’exploit di Initia è stato causato da un difetto nella cache degli script di MoveVM, che ha permesso a un aggressore di aggirare i controlli di sicurezza e creare saldi fittizi in WETH, iUSD e USDC, senza modificare l’offerta totale di questi token né di INIT. Prima che Initia sospendesse la propria rete Layer 1 e i rollup il 23 ottobre, sono stati trasferiti tramite bridge asset per circa 2,7 milioni di dollari, tra cui 105 WETH, circa 1,4 milioni di AUSD0 e circa 1,08 milioni di USDC. In seguito, l’aggressore ha convertito gli asset in 1.135,52 ETH, che secondo Initia si trovano presso un indirizzo Ethereum. Initia ha preparato una patch di sicurezza da sottoporre alla revisione e all’audit dei partner e sta lavorando per recuperare i fondi. Il team intende pubblicare un rapporto post-mortem; la rete riprenderà le operazioni dopo la revisione della correzione. L’exploit potrebbe indebolire la fiducia nell’ecosistema finché le operazioni non riprenderanno, anche se l’assenza di un impatto segnalato sull’offerta di INIT limita le preoccupazioni dirette relative all’offerta del token.
Bearish
Le notizie sono ribassiste per INIT nel breve termine, perché l’exploit, i 2,7 milioni di dollari in asset trasferiti e la sospensione del Layer 1 e dei rollup di Initia possono indurre i trader a scontare maggiori rischi per la sicurezza e l’operatività. Incidenti di questo tipo spesso aumentano la volatilità e la pressione di vendita mentre la rete è offline e il ripristino resta incerto. L’exploit segnalato non ha modificato l’offerta di INIT, e una patch verificata, il recupero dei fondi e un riavvio sicuro potrebbero contribuire a ristabilire la fiducia nel lungo periodo. Tuttavia, finché questi passaggi non saranno confermati, è probabile che l’incertezza sulla vulnerabilità e sulle operazioni dell’ecosistema pesi sul sentiment verso INIT.