Un exploit su Initia prosciuga 2,7 milioni di dollari e blocca la rete
Initia ha fermato la propria blockchain Layer 1 e i rollup collegati il 23 ottobre 2026, dopo che un aggressore ha sfruttato una vulnerabilità di MoveVM mai individuata in precedenza. Initia ha dichiarato che il difetto consentiva la creazione non autorizzata di token, ma non incideva sull’emissione del token nativo INIT. La rete ha smesso di elaborare transazioni alle 15:41:30 UTC e non è stata annunciata alcuna data per la ripresa.
Secondo quanto riferito, l’aggressore ha creato 2 milioni di AUSD bridged, con un valore nominale di circa 7,48 milioni di dollari, e ha poi trasferito su Ethereum asset reali per un valore compreso tra circa 2,65 e 2,73 milioni di dollari dalle riserve del bridge. I deflussi segnalati comprendevano AUSD, 105 ETH e 1,08 milioni di USDC; un’analisi successiva ha indicato che i fondi sono stati convertiti in circa 1.135,5 ETH. Il drenaggio delle riserve ha lasciato alcuni utenti impossibilitati a riscattare gli asset bridged.
L’emittente di AUSD, Agora, ha dichiarato che le proprie riserve non sono state coinvolte e che cercherà, ove possibile, di congelare gli AUSD collegati all’aggressore. Upbit e KuCoin hanno sospeso i depositi e i prelievi di INIT, anche se inizialmente Upbit ha mantenuto aperto il trading spot. Initia non ha ancora confermato la perdita definitiva, un piano di compensazione o i tempi per la ripresa. Le indagini sull’exploit di Initia sono ancora in corso e continuano a mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza dei bridge e sul rischio di mercato di INIT.
Bearish
L’exploit di Initia è un catalizzatore negativo per INIT. L’interruzione della blockchain, una stima delle perdite ancora da definire e l’incertezza sulla ripresa delle attività o sul risarcimento degli utenti colpiti possono indebolire la fiducia nella rete e innescare vendite nel breve termine. La sospensione dei depositi e dei prelievi di INIT su Upbit e KuCoin potrebbe inoltre ridurre la liquidità e rendere meno ordinate le condizioni di trading, anche se inizialmente Upbit ha mantenuto aperto il trading spot.
Le perdite hanno riguardato asset trasferiti tramite bridge, anziché nuovi INIT nativi coniati, limitando così l’impatto diretto sull’offerta di INIT. Tuttavia, l’exploit solleva preoccupazioni più ampie sull’implementazione di MoveVM di Initia, sulla sicurezza dei bridge e sui rimborsi agli utenti. Nel lungo termine, un rapporto chiaro sull’incidente, misure correttive verificate e una ripresa sicura potrebbero contribuire a ristabilire la fiducia; il protrarsi dell’incertezza o ulteriori perdite potrebbero prolungare la pressione su INIT. Le prospettive complessive per il prezzo sono ribassiste finché non saranno chiariti la sicurezza e lo stato operativo della rete.