I CDS di Intel raggiungono livelli record mentre si diffondono i timori per la spesa nell’IA
I credit default swap (CDS) di Intel hanno raggiunto il record di 123,5 punti base il 30 ottobre, segnando il maggiore aumento giornaliero del contratto dall’ottobre 2022. Il movimento è seguito ai risultati del terzo trimestre di Alphabet, inferiori alle attese, e al riaccendersi dei timori che gli investimenti di capitale legati all’IA nell’intero settore tecnologico possano essere difficili da sostenere.
La rivalutazione del rischio di credito si è estesa oltre Intel. I CDS di Broadcom sono saliti di circa 10 punti base, raggiungendo il record di 175,4; quelli di SpaceX sono balzati di circa 20 punti, fino al record di 266,5; mentre quelli di Alphabet sono aumentati di circa 5,1 punti, portandosi intorno a 84. Prima dell’ultima impennata, lo spread di Intel oscillava tra 90 e 104 punti base.
Gli scambi di CDS legati ai principali operatori di servizi cloud su vasta scala e ai produttori di chip sono aumentati di oltre otto volte quest’anno, raggiungendo i 176 miliardi di dollari. Il movimento più ampio suggerisce che gli operatori del credito stiano rivalutando i rischi lungo l’intera filiera dell’IA, mentre le reazioni dei mercati azionari restano contrastanti. I CDS di Intel e gli spread creditizi del settore tecnologico in generale sono quindi indicatori da monitorare per cogliere eventuali segnali di crescente preoccupazione per la spesa nell’IA e il rischio aziendale.
Neutral
La notizia è neutrale per i mercati delle criptovalute perché riguarda il rischio di credito delle imprese e la spesa nel settore dell’IA, non direttamente le cripto-attività, la regolamentazione o l’attività blockchain. Il forte aumento dei CDS di Intel, insieme ai movimenti da record o quasi da record di Broadcom e SpaceX, segnala una maggiore cautela tra gli operatori del credito. Ciò potrebbe pesare indirettamente sulla propensione al rischio, in particolare per gli asset legati al settore tecnologico, ma l’articolo non fornisce prove di un cambiamento diretto nei flussi delle criptovalute o nel posizionamento di mercato.
Nel breve termine, gli operatori potrebbero monitorare se le preoccupazioni si estendono dal credito tecnologico alle azioni e ai mercati del rischio più ampi. In tal caso, le criptovalute potrebbero subire pressioni insieme agli altri asset sensibili al rischio; se invece il movimento resta circoscritto ai CDS societari, la reazione delle criptovalute potrebbe essere limitata. Anche le reazioni contrastanti dei mercati azionari sconsigliano di considerare il solo movimento del credito un chiaro segnale per l’intero mercato.
Nel lungo termine, spread CDS persistentemente elevati e il continuo scrutinio degli investimenti in conto capitale nell’IA potrebbero contribuire a un clima d’investimento più prudente. Storicamente, episodi generalizzati di avversione al rischio sono talvolta coincisi con ribassi di bitcoin e di altre cripto-attività, ma questo articolo non dimostra che tale schema sia in atto. Gli operatori di criptovalute dovrebbero osservare indicatori di conferma, come l’andamento del prezzo di bitcoin, i tassi di funding, l’open interest, la volatilità e gli spread creditizi più ampi. In assenza di tale conferma, la valutazione più equilibrata è neutrale, con un potenziale rischio indiretto al ribasso qualora le tensioni nel settore tecnologico si estendano.