L’Iran respinge le minacce di Trump e mantiene il blocco dello Stretto di Hormuz

L’Iran ha respinto le minacce attribuite al presidente statunitense Donald Trump e ha affermato che manterrà il blocco dello Stretto di Hormuz, un cruciale collo di bottiglia marittimo per i flussi globali di petrolio. L’escalation è legata a più ampie tensioni Iran–USA e coinvolge anche Israele. Per i trader di crypto, l’input più “negoziabile” sono i prezzi dei mercati di scommesse predittive. Le quote indicano che è improbabile che gli Stati Uniti annuncino la fine del blocco dello Stretto di Hormuz entro il 31 agosto 2026. L’attuale probabilità di “SÌ” è del 13,5% (in calo dal 20% del giorno precedente). La normalizzazione nel breve periodo appare ancora meno probabile: il 22 agosto è al 5,5% di “SÌ”, e ripristinare il traffico normale entro fine agosto è solo dell’1,1%. Questo scenario suggerisce un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz più che una rapida svolta diplomatica. Man mano che si avvicina il 31 agosto, eventuali nuove dichiarazioni di Trump o del leader supremo iraniano Ali Khamenei potrebbero riprezzare il rischio di interruzione. Un’apertura diplomatica potrebbe allentare le aspettative, mentre una grande escalation militare potrebbe irrigidirle: entrambe le dinamiche probabilmente alimenterebbero il sentiment di rischio, le mosse macro legate all’energia e la volatilità di breve termine nelle crypto.
Bearish
I mercati stanno scontando un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz, non una via d’uscita diplomatica a breve termine. Ciò aumenta le probabilità di una perturbazione duratura del mercato energetico e di un più ampio posizionamento “risk-off” in ambito geopolitico, condizioni che in genere comprimono la liquidità delle criptovalute e accrescono la volatilità. Con l’avvicinarsi della scadenza del 31 agosto, eventuali ulteriori notizie di escalation potrebbero stringere ulteriormente le quotazioni nei mercati delle previsioni, rafforzando il sentiment ribassista. Anche senza un’immediata azione militare, l’aspettativa di un blocco continuo mantiene alta l’incertezza macro, che tende a pesare sugli asset rischiosi nel breve periodo e a limitare il potenziale rialzista finché non emergeranno segnali più chiari di de-escalation.