Raffiche tra USA e Iran aumentano il prezzo del petrolio di ~1% e colpiscono il sentiment di rischio di BTC
I prezzi del petrolio sono saliti di quasi l'1% il 10 giugno dopo nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. Il movimento ha riacceso i timori di interruzioni delle forniture nello Stretto di Hormuz, che gestisce circa il 20% del trasporto mondiale di petrolio. Con i traffici navali già in calo, gli ultimi attacchi aggiungono incertezza a un mercato energetico che resta fragile.
Le tensioni geopolitiche sono aumentate dalla fine di febbraio 2026 a seguito di ripetuti attacchi e scambi di missili. Durante le precedenti escalation, il Brent spesso è balzato oltre il 5% intraday, anche se i guadagni talvolta svanivano in seguito. Nell'attuale conflitto, il traffico di petrolio e GNL attraverso Hormuz è ulteriormente diminuito.
Per le criptovalute, gli attacchi USA all'Iran si sono tradotti nuovamente in un impulso di risk-off. A maggio 2026, quando le tensioni hanno raggiunto il picco, Bitcoin è sceso sotto i 73.000 dollari e sono state riportate liquidazioni per circa 1 miliardo di dollari in un giorno; anche Ethereum ha registrato ribassi simili. L'ultimo spunto dei prezzi del petrolio mantiene i trader concentrati sul fatto se le aspettative di inflazione trainata dall'energia ridurranno le speranze di tagli dei tassi, solitamente un vento contrario per gli asset rischiosi.
I trader dovrebbero osservare come rispondono i prezzi del petrolio attorno a livelli chiave come i 100 dollari per il Brent. Se il petrolio rimane elevato, la volatilità e il rischio di liquidazioni di BTC/ETH potrebbero aumentare mentre il mercato prezza possibili cambiamenti nella politica macroeconomica.
Bearish
Gli attacchi tra USA e Iran mantengono i prezzi del petrolio elevati e rinnovano il rischio di interruzioni nello Stretto di Hormuz. Per le criptovalute, l’episodio precedente di maggio 2026 collega una simile escalation geopolitica a un forte movimento di risk-off: BTC sceso sotto i $73.000 e circa 1 miliardo di dollari in liquidazioni, con ETH che si indebolisce anch’esso. Se i prezzi del petrolio rimangono sostenuti, i trader potrebbero rivedere al rialzo le attese sull’inflazione e rinviare le aspettative di tagli dei tassi, il che storicamente pesa sul sentiment di BTC/ETH. Nel breve termine, ciò aumenta le probabilità di volatilità e di cascata di liquidazioni piuttosto che di una ripresa sostenuta. A lungo termine, eventuali progressi per un cessate il fuoco potrebbero ridurre lo shock macro legato all’energia, ma il flusso di notizie attuale è ancora dominato da azioni militari, mantenendo fragile l’appetito per il rischio nei mercati.