I leader israeliani mettono in guardia contro il piano di Netanyahu per eludere le sanzioni con le criptovalute
Un gruppo di 109 economisti e imprenditori israeliani ha esortato il primo ministro Benjamin Netanyahu a non portare avanti un piano per aggirare le sanzioni tramite le criptovalute. Tra i firmatari figurano l’ex governatore della Banca d’Israele Jacob Frenkel e Joel Mokyr, insignito del Nobel per l’Economia nel 2025. Hanno definito le criptovalute una «soluzione sconcertante», utilizzata da gruppi criminali, e hanno affermato che non risolverebbero il problema delle sanzioni.
Venerdì Netanyahu ha dichiarato che Israele dovrebbe prepararsi a un’«economia di aggiramento» nel caso in cui le sue banche fossero colpite da sanzioni. Alla domanda se intendesse usare le criptovalute, ha risposto: «Assolutamente». La Banca d’Israele ha respinto la proposta. Il dibattito si svolge alla vigilia delle elezioni israeliane, previste per il giorno successivo. Sebbene finora l’elusione delle sanzioni tramite criptovalute sia stata associata soprattutto a Russia e Iran, la proposta sarebbe degna di nota perché Israele è uno stretto alleato degli Stati Uniti.
Neutral
La notizia è neutrale per i prezzi delle criptovalute perché riguarda una proposta e un dibattito politico, non uno specifico criptoasset, una transazione di mercato o una politica già approvata. Non fornisce informazioni dirette sui volumi di scambio, sulla liquidità o sui flussi degli investitori che indichino un movimento immediato dell'intero mercato.
Nel breve termine, i trader potrebbero seguire le notizie per individuare segnali che i governi possano utilizzare o limitare le criptovalute in risposta alle sanzioni. Il rifiuto della proposta da parte della Banca d'Israele e le critiche di economisti di spicco potrebbero ridurre le aspettative che venga attuata. Se il dibattito dovesse intensificarsi, potrebbe comunque accrescere la percezione dei rischi normativi e geopolitici, soprattutto per i servizi crypto esposti agli obblighi di conformità alle sanzioni.
Nel lungo termine, qualsiasi passo verso un quadro statale volto a eludere le sanzioni potrebbe attirare maggiore attenzione da parte degli Stati Uniti e di altre autorità di regolamentazione, richiamando le più ampie preoccupazioni sull'uso delle criptovalute in attività legate alle sanzioni che coinvolgono Russia e Iran. Ciò potrebbe incidere sui costi di conformità e sul sentiment dell'intero settore, ma l'articolo non riferisce di misure adottate. In assenza di un cambiamento concreto delle politiche, il probabile impatto sul mercato resta limitato e legato al sentiment, anziché rappresentare una svolta fondamentale nelle valutazioni delle criptovalute.