Banche italiane sostengono il progetto pilota dell'euro digitale e cercano la condivisione dei costi

Le banche italiane, guidate dall'Associazione Bancaria Italiana, hanno sostenuto il progetto dell'euro digitale della BCE, pur sollecitando un piano pluriennale di condivisione dei costi per compensare gli elevati costi di implementazione. Il Consiglio direttivo della BCE ha approvato un progetto pilota per il 2027 e punta a un lancio completo nel 2029, subordinato alla legislazione UE del 2026. L'eurodeputato Fernando Navarrete ha suggerito un euro digitale ridotto per tutelare schemi privati come Wero. Il presidente ABI Marco Elio Rottigni ha proposto un approccio a doppia via che affianca l'euro digitale della banca centrale a valute digitali emesse dalle banche. Il mese scorso, la BCE ha firmato accordi quadro con sette aziende tecnologiche, tra cui Feedzai e Giesecke+Devrient, per sviluppare funzioni di rilevamento delle frodi, pagamenti offline e ricerca alias. I trader dovrebbero monitorare gli esiti del progetto pilota, le tappe regolamentari e i modelli di costo per il loro potenziale impatto sulla liquidità bancaria e sui mercati degli asset digitali.
Neutral
Sebbene il progetto dell'euro digitale della BCE abbia un forte sostegno istituzionale, la sua lunga tempistica (pilota nel 2027, lancio nel 2029) e l'attenzione alla condivisione dei costi significano un impatto immediato limitato sui prezzi delle criptovalute. La strategia a doppio binario potrebbe stimolare l'innovazione nelle valute digitali emesse dalle banche accanto alla CBDC, ma non minaccia direttamente gli asset digitali esistenti. I trader dovrebbero osservare i cambiamenti nella liquidità bancaria e la competizione delle stablecoin, tuttavia i movimenti di prezzo a breve termine probabilmente saranno moderati. Nel lungo termine, l'integrazione completa dell'euro digitale potrebbe modificare la dinamica del mercato a seconda delle approvazioni regolamentari e dell'esecuzione tecnica.