Il Giappone inasprisce le norme sulle criptovalute: regole più rigide per le stablecoin e le divulgazioni sotto la FSA
La regolamentazione delle criptovalute in Giappone si sta orientando verso un modello finanziario istituzionale e regolamentato, afferma la Financial Services Agency (FSA). La partecipazione al mercato e la custodia sono cresciute: a gennaio 2025 i conti sugli exchange hanno superato i 12 milioni e gli asset in custodia hanno raggiunto circa 31 miliardi di dollari (¥5.000 miliardi). L'attenzione politica della FSA si sta spostando da “solo sicurezza degli exchange” a considerare le crypto come una classe di attività d'investimento. Gli stablecoin sono l'esempio più chiaro. Il Giappone limita l'emissione di stablecoin legati a valuta fiat a banche, fornitori di servizi di trasferimento fondi e trust company, con requisiti di rimborso e di protezione delle riserve/beni, mirati a migliori salvaguardie anche se ciò può rallentare l'innovazione. Le regole di disclosure verranno inasprite. La FSA ha avvertito che i “white paper” degli stablecoin possono discostarsi dal codice reale nel tempo e sta spingendo requisiti informativi più rigorosi per ridurre i divari tra emittenti e utenti. Una proposta di un gruppo di lavoro di febbraio 2026 sposterebbe i criptoasset dalla Payment Services Act alla Financial Instruments and Exchange Act, imponendo obblighi informativi a emittenti/exchange, sanzioni per dichiarazioni sostanzialmente errate e controlli sul trading con informazioni privilegiate. Sul fronte politico, il ministro delle finanze Taro Aso si è opposto a ridurre la tassazione dei redditi da Bitcoin al 20%, ribadendo l'intenzione di costruire mercati “leggibili” piuttosto che inseguire la domanda a breve termine. Per i trader, la regolamentazione delle crypto in Giappone potrebbe ridurre nel tempo la volatilità alimentata dall'hype e frenare il rischio retail offshore, ma nel breve termine l'effetto probabile è un riprezzamento e costi di conformità più elevati/una frammentazione della liquidità.
Neutral
La regolamentazione delle criptovalute in Giappone sta stringendo l’emissione di stablecoin (solo entità regolamentate) e innalzando gli standard di divulgazione perché i “white paper” possono discostarsi dal codice effettivo. Questo migliora la protezione degli investitori e l’integrità del mercato, il che è complessivamente favorevole nel lungo termine. Tuttavia, lo spostamento verso obblighi in stile Financial Instruments Act (doveri informativi per emittenti/borse, sanzioni per dichiarazioni false, controlli sul trading con informazioni privilegiate) può aumentare i costi di conformità e scatenare una rivalutazione a breve termine. Insieme all’avvertimento della FSA che condizioni speculative (compresa una identificazione più debole degli emittenti) aumentano i rischi di manipolazione/danno, la reazione nel breve periodo è probabilmente mista: qualche downside per le operazioni di hype, ma nessun orientamento chiaro sui prezzi di BTC/ETH da soli.