Riforma FIEA del Giappone: imposta sulle criptovalute al 20% molto probabile dal 2027/2028

La Camera dei Consiglieri del Giappone ha approvato il disegno di legge del Gabinetto 57 per spostare l’attività crittografica regolamentata sotto la Financial Instruments and Exchange Act (FIEA), trasferendo la conformità dal precedente quadro della Payment Services Act. Il cambiamento mantiene la crittografia legalmente distinta dai titoli (securities), ma introduce regole “stile securities” per gli intermediari. Per i trader, la notizia principale è l’imposta crittografica del 20% sulle plusvalenze che rientrano nei requisiti. La data di avvio dipende da quando il Gabinetto fisserà l’entrata in vigore: se sarà implementata nel 2026, le regole potrebbero partire dal 1° gennaio 2027; se sarà applicata nel 2027, l’inizio slitterebbe al 1° gennaio 2028. La tassazione si applica solo quando i token idonei vengono venduti tramite intermediari registrati e su sedi/offerte approvate. Dettagli chiave: le plusvalenze subiscono un’aliquota complessiva del 20% (15% imposta nazionale sul reddito + 5% imposta locale per i residenti). Le perdite all’interno della stessa categoria fiscale di criptovalute possono essere riportate in avanti per tre anni, se rispettate le condizioni. La rendicontazione è prevista un anno dopo le regole su imposta e perdite; le aziende devono presentare i dati di identificazione dei clienti (incluso il My Number giapponese) e i dettagli delle transazioni entro il 31 gennaio successivo all’anno del trade. L’articolo menziona anche una possibile strada per prodotti di investimento in cripto sotto la FIEA, ma non concede ancora l’approvazione di uno spot Bitcoin ETF. L’imposta del 20% sulle criptovalute potrebbe sostenere una rinnovata attività retail e migliorare la liquidità onshore, ma l’incertezza di breve termine resta legata ai tempi di attuazione, ai limiti di idoneità e alle approvazioni dei prodotti.
Bullish
Questo è, in linea di massima, di supporto ai prezzi dei principali asset idonei perché il Giappone si sta muovendo verso un trattamento più chiaro e più favorevole agli investitori delle plusvalenze in crypto tramite la tassazione crypto del 20%, che può ridurre l’attrito legato a esiti fiscali imprevedibili e potrebbe ravvivare la domanda retail e la liquidità onshore. La conformità in stile titoli sotto la FIEA può anche migliorare la struttura del mercato e la sua legittimità. Tuttavia, l’impatto non è immediato né universale: la tassazione crypto del 20% si applica solo ai token coperti venduti tramite intermediari registrati e sedi approvate, e l’enforcement potrebbe iniziare più tardi (nel 2027 o 2028). Il linguaggio sugli ETF spot è solo un possibile percorso, non un’approvazione, il che limita i catalizzatori rialzisti nel breve termine. Considerando questi elementi, l’aspettativa è un orientamento positivo piuttosto che un rally improvviso e impulsivo.