Il CFO di JPMorgan avverte che i rendimenti delle stablecoin creano un sistema bancario parallelo 'pericoloso'

Il CFO di JPMorgan, Jeremy Barnum, ha avvertito durante la conference call sui risultati del quarto trimestre che le stablecoin che generano rendimento rischiano di creare un “sistema bancario parallelo”, offrendo interessi simili ai depositi senza le garanzie tradizionali delle banche. Ha definito “pericoloso e indesiderabile” pagare interessi soltanto per detenere stablecoin e ha ricordato che le banche stanno facendo pressione sul Congresso per vietare a terze parti — incluse le exchange — di offrire tali rendimenti. Barnum ha citato il GENIUS Act e bozze del Senato correlate che proibirebbero le ricompense puramente passive permettendo però incentivi basati sull’attività (ricompense di liquidità, staking, governance o incentivi per funzioni di rete). Ha affermato che JPMorgan supporta una regolamentazione appropriata e non si oppone all’innovazione blockchain, citando il lavoro della banca su fondi monetari tokenizzati e su un token simile a un deposito. Osservatori citati durante la discussione stimano che l’offerta di stablecoin potrebbe crescere di 25–75 miliardi di dollari in un anno con regole chiare, con previsioni di mercato fino a 2.000 miliardi entro il 2028. Per i trader, il dibattito aumenta l’incertezza normativa: regole più severe potrebbero limitare i prodotti a rendimento, rallentare la crescita delle stablecoin e ridurre la migrazione di liquidità dalle banche; un trattamento più permissivo potrebbe accelerare l’adozione e spostare depositi e liquidità verso piattaforme cripto. Punti chiave per i trader: limiti proposti ai rendimenti delle stablecoin, il GENIUS Act e le modifiche del Senato, potenziali grandi afflussi nelle stablecoin con una regolamentazione favorevole e impatti su exchange, piattaforme di prestito ed emittenti.
Bearish
La notizia aumenta il rischio regolatorio intorno alle stablecoin che generano rendimento. Proposte come il GENIUS Act e bozze correlate al Senato mirano a vietare gli interessi pagati semplicemente per il possesso di stablecoin e a limitare le ricompense a incentivi basati sull'attività. Se approvate o rese più severe, queste regole ridurrebbero l'attrattiva dei prodotti stablecoin con rendimento, probabilmente rallentando l'emissione e la migrazione di liquidità dai depositi bancari verso le piattaforme crypto. Nel breve termine, una maggiore attenzione legislativa e il lobbying delle banche possono causare deflussi da prodotti legati al rendimento delle stablecoin e un calo dell'interesse per il trading, esercitando pressione su token e piattaforme correlate alle stablecoin. A medio-lungo termine, un quadro restrittivo potrebbe limitare l'innovazione di prodotto e ridurre certi modelli di business che generano rendimento (exchange, piattaforme di prestito), mitigando le previsioni di crescita. Al contrario, se la legislazione chiarisce e consente certi incentivi, l'offerta e la liquidità delle stablecoin potrebbero espandersi — ma il segnale immediato resta negativo, poiché figure bancarie di rilievo spingono per divieti, rendendo 'ribassista' l'impatto sui prezzi più probabile nel breve termine sugli asset legati alle stablecoin.