L’intervento sullo yen fallisce e l’USD/JPY recupera quota 160

Inizialmente, Giappone e Stati Uniti hanno effettuato una rara intervento coordinato sul mercato valutario, vendendo circa 59 miliardi di dollari per sostenere lo yen dopo che il cambio USD/JPY si era avvicinato a 164. Successivamente, il Giappone ha speso la cifra record di 96,4 miliardi di dollari in quattro settimane, spingendo brevemente il cambio USD/JPY verso 157. Tuttavia, lo yen si è nuovamente indebolito: il 28 agosto il cambio USD/JPY ha superato quota 160, chiudendo vicino a 160,10. Più della metà dei guadagni generati dall’intervento è stata annullata. La nuova debolezza dello yen riflette un dollaro statunitense più forte, rendimenti dei Treasury più elevati e le aspettative che la Federal Reserve possa mantenere i tassi d’interesse più alti più a lungo. Anche gli hedge fund hanno aumentato le posizioni corte sullo yen, mettendo alla prova la volontà del Giappone di difendere il livello di 160. Il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha dichiarato che l’intervento mirava in parte a proteggere il mercato dei Treasury USA, mentre i critici ne hanno messo in dubbio legalità, trasparenza ed efficacia. Le autorità hanno inoltre avvertito che l’intervento non può risolvere i più ampi deficit fiscali statunitensi né il divario strutturale dei tassi d’interesse. La riunione di politica monetaria della Bank of Japan del 17-18 settembre è il prossimo principale evento di rischio. Secondo quanto riferito, i mercati prezzano una probabilità dell’80% di un rialzo dei tassi. Un rialzo inatteso della BOJ potrebbe innescare un forte smantellamento delle operazioni di carry trade sullo yen, come nell’agosto 2024, quando azioni e bitcoin subirono pesanti perdite. Un mantenimento dei tassi invariati potrebbe lasciare lo yen sotto pressione e aumentare la volatilità degli asset rischiosi globali. I trader di criptovalute dovrebbero monitorare il cambio USD/JPY, i rendimenti dei Treasury, le indicazioni della BOJ e le condizioni di liquidità per individuare segnali di un possibile aumento della volatilità del bitcoin.
Bearish
L'impatto diretto sulle criptovalute passa principalmente attraverso l'esposizione di Bitcoin alla liquidità globale e al sentiment di rischio. Un aumento a sorpresa dei tassi da parte della Banca del Giappone potrebbe far saltare le operazioni di carry trade sullo yen, costringendo gli investitori a ridurre le posizioni a leva nei mercati azionari e delle criptovalute. L'episodio dell'agosto 2024, quando lo smantellamento del carry trade coincise con un calo a due cifre di Bitcoin, evidenzia questo rischio al ribasso. Nel breve termine, una rinnovata pressione sul cambio USD/JPY, rendimenti più elevati dei Treasury statunitensi e un posizionamento aggressivo degli hedge fund potrebbero aumentare la volatilità del mercato e ridurre l'interesse per Bitcoin. Un mantenimento dei tassi da parte della BoJ potrebbe ritardare lo smantellamento del carry trade, ma potrebbe anche consentire un ulteriore indebolimento dello yen, mantenendo elevati i rischi di intervento e le preoccupazioni sulla liquidità globale. Nel lungo periodo, un efficace inasprimento monetario da parte della BoJ potrebbe sostenere lo yen e ridurre la leva del carry trade, sebbene indicazioni più chiare sulla politica monetaria e condizioni di liquidità migliori potrebbero infine stabilizzare gli asset rischiosi. Poiché i rischi immediati sono orientati verso il deleveraging forzato e una maggiore volatilità, la valutazione complessiva su Bitcoin è ribassista.