Kashkari della Fed definisce le criptovalute 'completamente inutili', e liquida le stablecoin come un 'insalata di buzzword'
Neel Kashkari, presidente della Federal Reserve di Minneapolis, ha criticato duramente criptovalute e stablecoin al Midwest Economic Outlook Summit 2026 a Fargo. Ha detto che bitcoin e altri criptoasset esistono da più di un decennio senza dimostrare “alcun uso pratico”, sostenendo che l’intelligenza artificiale mostra una chiara utilità quotidiana mentre le crypto non hanno fornito benefici significativi. Kashkari ha respinto le affermazioni secondo cui le stablecoin migliorano i pagamenti, definendo la terminologia del settore un “insalata di buzzword” e affermando che le stablecoin garantite in dollari offrono poco vantaggio rispetto agli strumenti già esistenti come Venmo. Ha messo in dubbio l’utilità delle stablecoin per le rimesse, citando commissioni di conversione e frizioni legate alla valuta locale che riducono il loro valore pratico — portando l’esempio di una famiglia nelle Filippine in cui, nonostante l’arrivo rapido, è stata comunque necessaria una costosa conversione nella valuta locale. Kashkari ha riconosciuto una certa adozione nei mercati emergenti, ma ha sottolineato frizioni e costi aggiuntivi che ne limitano l’utilità. Le sue osservazioni evidenziano una chiara divergenza tra l’atteggiamento scettico della Fed e membri dell’amministrazione USA che sostengono pubblicamente le stablecoin regolamentate e proposte come una riserva strategica di bitcoin. Per i trader: i commenti segnalano un persistente scetticismo regolatorio da parte della leadership della Federal Reserve, che potrebbe aumentare il controllo politico e normativo sulle stablecoin e sui dibattiti di politica cripto in generale — fattori che potrebbero amplificare la volatilità intorno ai principali criptoasset e in particolare a USDC/altre stablecoin sostenute dal dollaro.
Bearish
La critica netta e di grande rilievo di Kashkari da parte di un presidente della Federal Reserve aumenta il rischio normativo e politico percepito per le criptovalute, in particolare per le stablecoin ancorate al dollaro e per il bitcoin. Per i trader, osservazioni del genere da parte della leadership della Fed possono provocare volatilità a breve termine, mentre i mercati prezzano un possibile inasprimento regolamentare, un maggiore controllo sulle stablecoin o un conflitto di politiche tra la Fed e soggetti governativi pro-crypto. Le stablecoin potrebbero subire deflussi o rischi di ricalcolo del prezzo se il controllo normativo dovesse comportare vincoli operativi o regole più severe; BTC potrebbe subire pressioni al ribasso a causa dell'aumentata incertezza politica e della ridotta propensione istituzionale nel breve periodo. Sul lungo periodo i fondamentali delle principali reti restano intatti, ma un'ostilità regolamentare prolungata probabilmente ridurrebbe i flussi in entrata e rallenterebbe l'adozione. Complessivamente, l'impatto immediato è probabilmente negativo (ribassista) per l'azione del prezzo a causa dell'aumento del rischio regolamentare e della volatilità a breve termine.