I token L1/L2 crollano nel 2025 mentre gli utenti ruotano verso BTC, BNB e protocolli che generano ricavi

Il rapporto di fine anno di OAK Research mostra che i principali token Layer‑1 e Layer‑2 hanno subito forti cali di prezzo e di utenti nel 2025, mentre capitale e attività si sono spostati verso Bitcoin (BTC), Ethereum (ETH), BNB Chain e protocolli che generano ricavi. Gli Utenti Mensili Attivi totali sulle principali chain sono diminuiti di circa il 25,15%. Solana (SOL) ha perso circa 94 milioni di utenti (>60% di calo), mentre BNB Chain ha quasi triplicato la propria base utenti catturando i flussi migratori. Le performance delle Layer‑2 sono divergenti: Base ha visto un aumento del TVL favorito dalla distribuzione di Coinbase; Optimism e zkSync Era hanno subito forti contrazioni; Mantle ha registrato una modesta crescita del TVL legata in gran parte a una concentrazione dell’offerta di token. OAK attribuisce le vendite di token a tre problemi strutturali: schedule di sblocco aggressive e continue, debole cattura del valore che colleghi l’utilizzo on‑chain alla domanda di token, e preferenza istituzionale per BTC/ETH. L’attività degli sviluppatori è rimasta resiliente: i dati di Electric Capital mostrano una crescita sostenuta degli sviluppatori negli stack EVM e SVM e la crescita biennale di sviluppatori full‑time più forte è su Bitcoin. I ricavi on‑chain si sono concentrati sugli emittenti di stablecoin (Tether, Circle) e sulle piattaforme di derivati, lasciando esposti i token di infrastruttura non differenziati. Prospettive per il 2026: rischio continuo di ribasso e consolidamento per token L1/L2 non differenziati senza modelli di ricavo chiari o differenziazione (velocità, costo, sicurezza); i protocolli con ricavi significativi potrebbero stabilizzarsi ma dovranno comunque affrontare la pressione degli sblocchi e la volatilità del mercato. Per i trader: aspettarsi continua pressione di vendita sui token L1/L2 speculativi, fuga verso layer base e protocolli che guadagnano commissioni, e maggiore sensibilità ai programmi di sblocco dei token, al TVL e alle metriche di ricavo on‑chain.
Bearish
Il rapporto segnala una forte pressione di vendita sui token L1/L2 causata da problemi strutturali di tokenomics (schedule di unlock aggressive e scarsa cattura di valore), migrazioni di utenti lontano da molte chain e preferenza istituzionale per layer base come BTC ed ETH. Questi fattori suggeriscono una continua pressione al ribasso per i token infrastrutturali non differenziati sia nel breve che nel medio termine. Breve termine: aspettarsi volatilità e ulteriori sell‑off intorno agli unlock dei token, reazioni negative al calo del TVL e delle metriche utente, e rotazione verso BTC/ETH, BNB e protocolli che generano fee. Medio‑lungo termine: i token senza chiari modelli di ricavo o differenziazione rischiano consolidamento o perdita permanente di quota di mercato; i protocolli che generano ricavi on‑chain reali o ottengono supporto istituzionale possono stabilizzarsi ma restano vulnerabili a grandi unlock e al rischio macro. Per i trader questo si traduce in short tattici o ridotta esposizione a token L1/L2 speculativi, monitoraggio degli schedule di unlock, del TVL e degli indicatori di entrate on‑chain, e preferenza per layer base e protocolli con entrate da commissioni dimostrabili.