Larry Fink avverte: fermare i data center potrebbe innescare una recessione negli Stati Uniti
L'amministratore delegato di BlackRock, Larry Fink, ha avvertito che fermare la costruzione di nuovi centri dati negli Stati Uniti potrebbe spingere il Paese in recessione. Ha sostenuto che gli investimenti nelle infrastrutture per l'IA favoriscono la crescita nei settori della tecnologia, delle costruzioni e dell'energia. Ha definito disinformazione molte delle preoccupazioni relative al consumo di elettricità e acqua e alla pressione sulla rete elettrica. Le sue dichiarazioni arrivano mentre cresce l'opposizione: da un sondaggio è emerso che il 61% degli americani è contrario alla presenza di centri dati nella propria zona, mentre Data Center Watch ha stimato che nel primo trimestre del 2026 sono stati bloccati o rinviati progetti per circa 130 miliardi di dollari. Gli analisti prevedono che la spesa in conto capitale per l'IA potrebbe superare 1.000 miliardi di dollari nel 2027 e raggiungere complessivamente oltre 5.000 miliardi entro il 2030.
Fink ha inoltre avvertito che il debito nazionale statunitense aveva raggiunto circa 40.000 miliardi di dollari, con il rischio che le imprese si trovino a competere con il governo per i capitali d'investimento. Le dichiarazioni sono arrivate mentre BlackRock comunicava afflussi netti nel terzo trimestre pari a 205 miliardi di dollari, un patrimonio gestito di 15.500 miliardi di dollari e un aumento dei ricavi del 19% su base annua. L'attività di BlackRock nel settore degli asset digitali comprende iShares Bitcoin Trust (IBIT), ma nessuna delle dichiarazioni conteneva una previsione diretta sul prezzo del bitcoin. Per chi fa trading di bitcoin, la disputa sui centri dati per l'IA conta soprattutto per i suoi possibili effetti sulle aspettative di crescita degli Stati Uniti e sulla propensione al rischio: investimenti costanti potrebbero sostenere la fiducia, mentre restrizioni o pressioni fiscali potrebbero pesare sugli asset rischiosi in generale, bitcoin compreso.
Neutral
La notizia non è un catalizzatore diretto per il prezzo di Bitcoin: Fink non ha commentato le prospettive di BTC e la questione centrale è l’investimento degli Stati Uniti nelle infrastrutture per l’IA. Qualsiasi effetto su Bitcoin sarebbe indiretto, attraverso le aspettative di crescita economica e il sentiment generale verso il rischio. Nel breve termine, l’avvertimento di Fink sul rischio di recessione e le notizie di progetti rinviati potrebbero turbare la propensione al rischio, mentre le previsioni di ingenti spese per l’IA e i solidi afflussi registrati da BlackRock potrebbero controbilanciare questo effetto. Questi segnali contrastanti rendono meno probabile un chiaro movimento direzionale di BTC sulla base di questa sola notizia. Nel lungo termine, investimenti infrastrutturali sostenuti potrebbero sostenere l’attività economica e la domanda di asset rischiosi; al contrario, un blocco generalizzato dei cantieri o un aumento dell’indebitamento pubblico potrebbero indebolire le aspettative di crescita e intensificare la concorrenza per il capitale. È probabile che i trader valutino questi sviluppi insieme agli indicatori specifici di BTC, ai flussi degli ETF, alle aspettative sui tassi d’interesse e alla liquidità del mercato. L’impatto complessivo di questa notizia sul prezzo di Bitcoin è quindi da classificare come neutrale.