Riciclaggio di criptovalute di Lazarus: lezioni da Bybit e impatto sul mercato
L’articolo esamina come gli hacker legati alla Corea del Nord e al gruppo Lazarus potrebbero riciclare gli asset del presunto attacco a Binance, prendendo come precedente il furto ai danni di Bybit del 2025. In quell’attacco, circa 500.000 ETH, che allora valevano all’incirca 1,4 miliardi di dollari, sarebbero stati convertiti in BTC nell’arco di 10-12 giorni. Circa il 72% degli ETH è transitato attraverso THORChain; tra gli altri canali figuravano eXch e OKX Web3 Wallet. In seguito, Bybit ha dichiarato che era stato possibile congelare solo il 3,8% dei fondi rubati.
Secondo l’analisi, gli hacker potrebbero preferire BTC perché è ampiamente accettato e non può essere congelato dall’emittente di un token. Possono quindi ricorrere a trasferimenti cross-chain, servizi di mixing e broker clandestini over-the-counter per scambiare le criptovalute con denaro contante o altri beni, spesso al di fuori delle piattaforme regolamentate.
Per i mercati, il principale rischio nel breve termine è una vendita concentrata di ETH durante la conversione degli asset rubati. Le successive conversioni di BTC in contanti potrebbero essere distribuite nell’arco di mesi e avvenire fuori dagli exchange, limitando la pressione diretta sui book degli ordini. L’articolo stima che circa 195.000 ETH, per un valore approssimativo di 440 milioni di dollari, legati all’incidente di Binance non potessero essere congelati; secondo quanto riportato, gran parte delle stablecoin rubate è stata congelata. Ai trader si consiglia di monitorare l’attività su THORChain e Chainflip per individuare segnali di conversione cross-chain. L’incidente è ancora in corso e le cifre riportate potrebbero cambiare.
Neutral
Nel complesso, si prevede un impatto neutro sul mercato, anche se l’incidente potrebbe generare una volatilità di breve durata. La pressione potenziale più diretta riguarderebbe ETH, qualora gli hacker convertissero gli asset rubati in BTC. Nel caso Bybit, secondo quanto riportato, circa 500.000 ETH sono stati convertiti nell’arco di 10-12 giorni, per cui i trader potrebbero tenere d’occhio l’aumento dell’attività cross-chain e le vendite di ETH. L’articolo su Binance stima che gli ETH non congelabili siano circa 195.000, per un valore di circa 440 milioni di dollari: meno degli ETH coinvolti nel furto di Bybit. Aggiunge inoltre che è stata congelata una quota consistente delle stablecoin rubate.
È meno probabile che i successivi movimenti di BTC provochino vendite immediate sugli exchange di entità comparabile. L’articolo descrive il riciclaggio attraverso broker OTC clandestini, dove le transazioni possono essere regolate fuori dagli exchange e distribuite nel tempo. Ciò può ridurre la pressione visibile sui book degli ordini, anche se l’incertezza sull’attività dei wallet, sui congelamenti e sulle potenziali vendite potrebbe comunque innescare avversione al rischio e oscillazioni dei prezzi nel breve periodo.
Il precedente di Bybit invita inoltre a non attribuire esclusivamente a un hack i cali generalizzati del mercato: il giorno dell’attacco ETH è sceso di circa l’8%, mentre, secondo l’articolo, la debolezza successiva è stata dovuta principalmente alle pressioni macroeconomiche e alle liquidazioni delle posizioni a leva. Nel breve periodo, i trader potrebbero monitorare i flussi di ETH, le conversioni in BTC e i volumi di THORChain o Chainflip, oltre agli indicatori più ampi di liquidità e leva finanziaria. Nel lungo periodo, l’incidente potrebbe riportare sotto esame la sicurezza dei bridge e della DeFi, nonché la custodia degli exchange; tuttavia, i dati disponibili non dimostrano di per sé una tendenza ribassista duratura del mercato.