Il furto tramite un impianto in un dispositivo Ledger porta alla luce 4,8 milioni di dollari in bitcoin

Il furto legato a un impianto in un dispositivo Ledger ha messo in luce i rischi per la sicurezza degli utenti di hardware wallet, dopo che a un operatore di una truffa basata su attività sono stati sottratti oltre 60 BTC, per un valore di circa 4,8 milioni di dollari. Il gestore aveva trasferito i fondi su tre indirizzi Ledger il 22 settembre; il 9 ottobre tutti e tre sono stati svuotati con trasferimenti separati verso lo stesso wallet, collegato a fondi rubati. Ledger ha dichiarato che le perdite confermate nel più ampio incidente erano riconducibili a dispositivi di firma venduti dal rivenditore del Sud-est asiatico CryptoBilis. Un impianto hardware non autorizzato trovato nel dispositivo di una vittima poteva acquisire la frase di recupero di 24 parole durante la configurazione e trasmetterla tramite LTE. L’analista on-chain Specter ha stimato che il furto più ampio legato a CryptoBilis superasse gli 86 milioni di dollari in Bitcoin, Ethereum e TRON. Ledger ha consigliato ai clienti che avevano configurato un dispositivo CryptoBilis di trasferire i propri asset su un nuovo dispositivo con una nuova frase di recupero. La truffa prevedeva di pagare le persone perché pubblicassero annunci e recensioni falsi di prodotti legittimi e, dopo aver mostrato loro un saldo negativo, chiedere loro dei depositi. La Federal Trade Commission statunitense ha riferito che nel 2024 le truffe basate su attività hanno rappresentato quasi il 40% delle segnalazioni di truffe legate al lavoro; nel primo semestre di quell’anno, le perdite in criptovalute denunciate a causa di truffe legate al lavoro hanno raggiunto i 41 milioni di dollari. Il furto legato all’impianto Ledger evidenzia i rischi per la sicurezza dei wallet e i pericoli delle truffe, ma le perdite rese note, da sole, non indicano vendite generalizzate di Bitcoin né un’ondata di vendite sull’intero mercato.
Neutral
Il furto è significativo per gli utenti coinvolti e potrebbe suscitare preoccupazione nel breve periodo per la sicurezza dei wallet hardware, soprattutto tra i clienti che hanno utilizzato dispositivi del rivenditore implicato. Tuttavia, i trasferimenti segnalati riguardano fondi rubati e non dimostrano né vendite diffuse di BTC né una vulnerabilità che interessi in generale i dispositivi Ledger. L’evento, quindi, non offre un chiaro segnale diretto sul prezzo di Bitcoin. Nel breve periodo, le preoccupazioni per la sicurezza potrebbero aumentare la cautela e la volatilità, ma è improbabile che la perdita resa nota, da sola, modifichi in modo sostanziale l’offerta o la domanda di Bitcoin a livello di mercato. Gli effetti a lungo termine dipenderanno da ulteriori prove, dai movimenti degli asset dei clienti e da eventuali ripercussioni più ampie sulla fiducia nell’autocustodia; in assenza di questi sviluppi, l’impatto sul prezzo è da considerarsi neutrale.